Progetto di sensibilizzazione: Plastic Radar

Greenpeace lancia Plastic Radar. Ogni minuto di ogni giorno l’equivalente di un camion pieno di rifiuti in plastica finisce nei mari del Pianeta. Per evitare che l’inquinamento da plastica si aggravi ulteriormente è necessario un rapido cambio di rotta in cui ognuno di noi può fare la differenza, anche con piccoli gesti quotidiani. Proprio con questo obiettivo nasce Plastic Radar, l’iniziativa dell’estate 2018 di Greenpeace per incentivare e promuovere una maggiore consapevolezza e rispetto del mare, incrementare la sensibilizzazione e il coinvolgimento del vasto pubblico a fare qualcosa in più per difendere i mari e gli organismi che vi risiedono. Per far luce sullo stato dell’inquinamento da plastica sulle spiagge, sui fondali e sulla superficie dei mari italiani Greenpeace, utilizzando la più comune app di messaggistica istantanea (Whatsapp), ha chiesto di segnalare, tramite foto, la presenza di rifiuti in plastica e successivamente raccoglierli e depositarli negli appositi cassonetti.

L’iniziativa ha riscosso il successo sperato e ha permesso di coinvolgere, da nord a sud della penisola, più di 3200 persone. Dall’analisi delle circa 9mila segnalazioni fotografiche ricevute, Greenpeace ha potuto trarre una serie di informazioni statistiche utili per identificare le differenti e più diffuse tipologie di rifiuti lungo i nostri litorali.

Candidato

Greenpeace è un’organizzazione non governativa, ambientalista e pacifista fondata a Vancouver nel 1971. Negli anni ha portato avanti azioni dirette per la difesa del clima, per l’interruzione dei test nucleari, a tutela dell’ambiente in generale. L’attività dell’organizzazione si è rivolta anche a numerose altre tematiche, come il riscaldamento globale, l’ingegneria genetica,  la tutela delle balene.

Greenpeace ha uffici nazionali e regionali in 41 paesi, tutti affiliati con Greenpeace International, con sede ad Amsterdam. L’organizzazione è finanziata tramite contributi individuali da parte di circa 2,8 milioni donatori e fondazioni no profit, ma non accetta fondi da governi, partiti politici o grandi aziende.

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