L’autore ha conquistato il riconoscimento per il suo ultimo libro “Il custode” che ha guadagnato subito la vetta della classifica dei più venduti
«Il nuovo libro di Ammaniti, come spesso accade, è in cima alle classifiche e forse per questo la critica continua a snobbarlo». Così scrive Christian Raimo, scrittore e docente nel suo articolo pubblicato su Lucy sulla cultura. Il riferimento è al suo ultimo libro “Il custode”. Un testo che, come di consueto, crea un senso di trepidante attesa fino al momento della pubblicazione, per poi lasciare spazio al piacere di immergersi in una nuova avventura: una fiaba oscura che ruota attorno all’adolescente siciliano Nilo.
«Penso di aver creato un legame con i lettori, che hanno fiducia in me. – ha dichiarato a Francesco Rigatelli a La Stampa – Poi c’è continuamente un confronto con i libri prima o dopo, ma ho un pubblico affezionato anche perché in molti hanno cominciato a leggermi da bambini».
Il volume racconta la storia di un ragazzo che cresce in un piccolo paese siciliano insieme alla madre e alla zia, entrambe impegnate a lavorare il marmo: piani per cucine e bagni, lastre nate dalla polvere di pietra. Nilo è l’ultimo discendente della famiglia Vesciaveo, custode da secoli di un compito singolare: vegliare su Medusa. Non le comuni creature marine evocate dai romani, ma proprio la Gorgone, quella il cui sguardo è capace di trasformare chiunque in pietra — o meglio, in marmo.
Sarà stato forse il potere di Medusa a pietrificare la giura, convinta della qualità della scrittura nell’ultima opera di Ammaniti «”Il custode” si aggiunge lucente e luminoso in quella linea di fantastico che, più o meno carsica, percorre tutta la letteratura italiana». Un libro che, affermano i giudici, «tiene insieme mito e contemporaneità e e trascina chi legge in un mondo più vasto e largo del visibile raccontando, come fa la letteratura che ci sono cose e sentimenti che non possono essere né nominati né negati».
Riccardo Lo Re
