Una specie di Paradiso

Tra fantasia e realtà, ricostruzione storica e divertissement letterario, con Una specie di Paradiso Franco Giliberto e Giuliano Piovan ricostruiscono la vita di Antonio Pigafetta, l’uomo che affiancò Magellano nella spedizione alla volta delle Molucche, le leggendarie isole delle spezie, scrivendone una cronaca che affascinò William Shakespeare tanto da ispirare le atmosfere della “Tempesta”.

Siviglia, 1519. Più uomo di penna che di spada, Antonio Pigafetta, vicentino di nascita, decide di prendere parte alla straordinaria impresa di Ferdinando Magellano che si appresta a salpare con cinque navi cariche di provviste, armi, specchietti e cianfrusaglie da baratto. Gli uomini ai suoi ordini sono 250, tra marinai e soldati. Di questi, 27 sono italiani. Scopo della missione è raggiungere le Molucche, isole delle spezie, in senso contrario alle rotte usuali su cui il Portogallo esercita una pericolosa concorrenza. Per arrivare al Pacifico, bisogna però trovare el paso, mitico stretto che non è riportato sulle approssimate carte nautiche, ma ben definito nella mente del caparbio comandante.

Ostacolato da infidi sottoposti, che mal ne tollerano l’autorità, il viaggio sarà irto di pericoli ed eventi drammatici, sorprendenti scoperte e amare sconfitte, ripercorsi sulla falsariga del diario di questo coraggioso cronista. Superando inaudite difficoltà, la spedizione, decimata da perdite di uomini e navi, si concluderà con un successo. Ma la gloria, come la fortuna, si rivelerà cieca?

Autori

Franco Giliberto, cronista veneziano, inviato speciale della «Stampa» di Torino con i direttori Ronchey, Levi, Fattori, Scardocchia, Mauro e Mieli.

Primo e forse unico giornalista italiano a farsi ricoverare in un ospedale psichiatrico fingendosi malato. Per la sua inchiesta Dal nostro inviato in manicomio apparsa sulla «Stampa» ha ricevuto il premio Saint-Vincent di giornalismo.

Giuliano Piovan, veneziano. Capitano di lungo corso, ufficiale di Stato maggiore della riserva di marina, consulente navale.

Ha vissuto il mare su navi militari, mercantili oceaniche, e al comando di unità per la ricerca scientifica. Ha prestato servizio sui velieri Giorgio Cini e Amerigo Vespucci. È stato insignito della medaglia d’oro per lunga navigazione.

Tra fantasia e realtà, ricostruzione storica e divertissement letterario, con Una specie di Paradiso Franco Giliberto e Giuliano Piovan ricostruiscono la vita di Antonio Pigafetta, l’uomo che affiancò Magellano nella spedizione alla volta delle Molucche, le leggendarie isole delle spezie, scrivendone una cronaca che affascinò William Shakespeare tanto da ispirare le atmosfere della “Tempesta”.

Siviglia, 1519. Più uomo di penna che di spada, Antonio Pigafetta, vicentino di nascita, decide di prendere parte alla straordinaria impresa di Ferdinando Magellano che si appresta a salpare con cinque navi cariche di provviste, armi, specchietti e cianfrusaglie da baratto. Gli uomini ai suoi ordini sono 250, tra marinai e soldati. Di questi, 27 sono italiani. Scopo della missione è raggiungere le Molucche, isole delle spezie, in senso contrario alle rotte usuali su cui il Portogallo esercita una pericolosa concorrenza. Per arrivare al Pacifico, bisogna però trovare el paso, mitico stretto che non è riportato sulle approssimate carte nautiche, ma ben definito nella mente del caparbio comandante.

Ostacolato da infidi sottoposti, che mal ne tollerano l’autorità, il viaggio sarà irto di pericoli ed eventi drammatici, sorprendenti scoperte e amare sconfitte, ripercorsi sulla falsariga del diario di questo coraggioso cronista. Superando inaudite difficoltà, la spedizione, decimata da perdite di uomini e navi, si concluderà con un successo. Ma la gloria, come la fortuna, si rivelerà cieca?

Autori

Franco Giliberto, cronista veneziano, inviato speciale della «Stampa» di Torino con i direttori Ronchey, Levi, Fattori, Scardocchia, Mauro e Mieli.

Primo e forse unico giornalista italiano a farsi ricoverare in un ospedale psichiatrico fingendosi malato. Per la sua inchiesta Dal nostro inviato in manicomio apparsa sulla «Stampa» ha ricevuto il premio Saint-Vincent di giornalismo.

Giuliano Piovan, veneziano. Capitano di lungo corso, ufficiale di Stato maggiore della riserva di marina, consulente navale.

Ha vissuto il mare su navi militari, mercantili oceaniche, e al comando di unità per la ricerca scientifica. Ha prestato servizio sui velieri Giorgio Cini e Amerigo Vespucci. È stato insignito della medaglia d’oro per lunga navigazione.

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