Il Premio Internazionale Costa Smeralda 2026 in un’intervista pubblicata su La Repubblica dopo i fatti avvenuti a Ceuta
Javier Cercas, Premio Internazionale Costa Smeralda 2026, ha scelto di intervenire sui recenti avvenimenti di Ceuta, dove la nuova crisi migratoria ha riportato il tema dell’immigrazione al centro del dibattito pubblico spagnolo e italiano. Lo ha fatto tramite le pagine di Repubblica, in un’intervista pubblicata da Antonello Guerrera, dove ha espresso le sue perplessità su come è stato affrontata la questione a livello politico. «L’idea che l’immigrazione sarà la distruzione dell’Europa è assolutamente falsa e perversa. Voglio dirlo con chiarezza: la mescolanza è vita, la purezza è una catastrofe».
L’autore sottolinea che non si tratta di una questione migratoria, bensì di un problema di natura geopolitica tra Spagna e Marocco. Per avvalorare la sua tesi ha ricordato i fatti avvenuti nel 1975, quando c’era la potere il dittatore Franco, o l’ultimo episodio avvenuto nel 2021. Eppure, per Javier Cercas, l’immigrazione non può essere affrontata in chiave populista, ma richiede un approccio razionale. Cercas è del resto contrario a un’immigrazione senza limiti e ben consapevole delle radici giudaico-cristiane dell’Europa. «Ma su questa base si devono integrare altre culture e religioni. Perché la mescolanza è la vita, la purezza è una catastrofe. L’idea di un’Europa bianca e cristiana, come la immaginano la destra e i populisti, è un incubo». Il continente non deve trasformarsi in una fortezza, soprattutto alla luce di quanto sta accadendo negli Stati Uniti: «abbiamo un obbligo morale di accogliere, ovviamente in modo graduale».
Riccardo Lo Re
