Un viaggio per ripercorrere i momenti significativi del premio letterario assegnato ogni anno a Porto Cervo
Il Premio Costa Smeralda archivia una stagione ricca di soddisfazioni. La prima che va assolutamente segnalata arriva da uno dei componenti della giuria, Marcello Fois. Una figura che ha sposato la filosofia del Premio rivendicando l’importanza di mettere al centro le storie, i contenuti e le voci degli autori contemporanei. Il suo ultimo libro, L’immensa distrazione, ha conquistato uno dei più prestigiosi riconoscimenti letterari italiani come il Premio Campiello.Un risultato che non può che riempire di soddisfazione il Consorzio Costa Smeralda, da anni impegnato a promuovere il valore della lettura attraverso iniziative culturali di alto profilo, dal Premio ospitato al Conference Center, a Porto Cervo Libri, che si tiene durante l’estate.
La seconda riguarda la crescita di questo evento, che ogni anno accoglie i principali rappresentanti del panorama letterario italiano e internazionale. Merito di giuria d’eccezione composta da Lina Bolzoni, Marcello Fois, Elena Loewenthal e Chiara Valerio, e guidata da Stefano Salis Direttore artistico del Premio. Le loro scelte – per quanto complicate visto il livello dei prodotti editoriali proposti in Italia – si sono sempre rivelate non solo azzeccate, ma addirittura lungimiranti. Un esempio è Niccolò Ammaniti che con il suo custode (Einaudi) si è aggiudicato il Premio Narrativa del Premio Costa Smeralda 2026. Il testo racconta la storia di Nilo, ragazzino che cresce in un paesino della Sicilia insieme alla madre e alla zia che si occupando di marmi. In realtà è solo una copertura dato che la famiglia Vasciaveo ha un compito segreto da svolgere: custodire Medusa, una delle Gorgoni. «”Il custode” si aggiunge lucente e luminoso in quella linea di fantastico che, più o meno carsica, percorre tutta la letteratura italiana. Anna Maria Ortese, Tommaso Landolfi, Lisi, Bontempelli, Tarchetti e Fogazzaro, Pavese di Leucò, Calvino, Dante, Ariosto, Bufalino, Fruttero e Lucentini – gli unici, insieme ad Ammaniti – che fanno anche molto ridere», scrivono i giurati ritenendo il libro capace di «tenere insieme mito e contemporaneità e trascina chi legge in un mondo più vasto e largo del visibile». Non solo. Il testo è stato particolarmente apprezzato dai lettori daoto che ha conquistato il terzo gradino del podio (terzo posto) nella classifica generale dei libri più venduti in Italia.
Per la saggistica invece, a vincere è stata Adriana Cavarero grazie al suo “Il canto delle sirene” (Castelvecchi). Un libro che offre uno sguardo inedito su queste figure mitologiche in queste pagine «colme di sapienza e acume, di ironia ed erudizione – un viaggio nel tempo e nello spazio alla ricerca di quelle melodie tanto fantastiche quanto reali che le donne cantano da sempre, tessendo le trame del mondo».
Il Premio negli ultimi anni ha saputo coinvolgere intellettuali e scrittori di spicco a livello internazionale. Javier Cercas, Premio Internazionale Costa Smeralda 2026, è stato scelto per «la sua capacità di tessere storie che esplorano profondamente l’identità e la memoria collettiva; apparentemente della Spagna. Ma, attraverso le sue opere, Cercas sfida i confini tra realtà e finzione, rivela le complessità dell’animo umano, scava nei dilemmi etici, propone punti di vista non comuni».
Emilio Isgrò, invece, è ritenuto da molti uno degli artisti più influenti dell’arte contemporanea, capace di dare un senso completamente diverso a un termine come cancellare, che anziché rimuovere significa in qualche modo creare qualcosa di unico. «Ripartire dall’essenza delle cose, senza la macchia dei nomi, dei confini, delle storie e delle brutture che si sovrappongono», sostengono i giudici del Premio. E a proposito di confini, c’è chi più di ogni altro ha avuto modo di varcarli come l’ammiraglio Giuseppe Lai, vincitore del Premio Speciale dopo essere stato per diverso tempo al comando della Amerigo Vespucci.
Riccardo Lo Re
