Il commento dello scrittore vincitore del Premio Internazionale Costa Smeralda in un’intervista pubblicata sul giornale La Repubblica
Genera un certo impatto l’immagine delle tende accampata nella piazza principale di Madrid. Dallo sfratto di una donna di 87 anni si è creato un movimento spontaneo con una richiesta univoca rivolta al governo: degli interventi mirati contro la crisi abitativa.
Questo tema è ben noto allo scrittore e vincitore del Premio Internazionale Costa Smeralda Javier Cercas che, già in passato, ha definito la casa il vero «problema sociale» della Spagna dopo essere stato nominato catalano dell’anno. «Quello che è successo in questi giorni non è altro che il sintomo di un problema antico che non si risolve certo con un decreto ma con politiche profonde e a lungo periodo», ha commentato l’autore in un’intervista pubblicata sul giornale La Repubblica. Nonostante il Paese registri una crescita macroeconomica dinamica, i cittadini non percepiscono questa sensazione di benessere.
Il problema è strutturale, prosegue l’autore. In Spagna circa l’80 per cento della popolazione possiede una casa di proprietà, a differenza della Germania dove la cultura dell’affitto è molto più diffusa. «Il problema è complesso, qui si costruisce pochissima edilizia sociale e nel 2025 ci sono stati 25mila sfratti. Quindi quello che è successo a Maricarmen è stata la miccia che ha acceso il fuoco», ha commentato lo scrittore.
Nessuno ha, in verità, una soluzione in mano. Nemmeno la politica dato che, come sostiene Cercas, «si pensa solo alle prossime elezioni. L’Europa è un baluardo della democrazia, è vero, ma è un baluardo assediato: Trump, Putin, Xi Jinping vogliono distruggerla perché ci vedono un nemico economico e politico». Tutto questo genera tensione e apprensione nel mondo di oggi alla prese con una crisi economica, politica e sociale. «Ma si può combattere soltanto se la democrazia è in grado di risolvere i problemi delle persone», puntando al «benessere della maggioranza», e a una società in cui «ci sono uguaglianza e libertà», a tutela dei più deboli.
Riccardo Lo Re
