Le dichiarazioni del direttore artistico al termine del confronto con i giudici. La presentazione delle due terzine finaliste si terrà giovedì 19 marzo a Milano
Manca davvero poco all’annuncio delle due terzine finaliste del Premio Costa Smeralda 2026. Un appuntamento che si svolgerà giovedì 17 marzo alle 11:30 a Milano alla presenza dei principali esponenti del Consorzio Costa Smeralda e del direttore artistico, Stefano Salis.
A lui abbiamo chiesto alcune impressioni sulla fase di selezione dei libri che si contenderanno le due sezioni di narrativa e saggistica, e una riflessione sul ruolo del Premio nel panorama letterario italiano.
Se il Premio fosse una disciplina olimpica, quale rappresenterebbe?
«Mi piacerebbe rappresentarla con l’eleganza del pattinaggio. Ci sta, nella scompostezza e nella travolgente confusione dei premi letterari, averne uno come questo che è giovane ma che cerca di avere una sua coerenza, una sua eleganza, una sua legittimità. Se dovessi scegliere, credo che sia il paragone perfetto».
Le capita mai di affezionarsi a un personaggio di un libro?
«Continuamente. Forse è il sale della letteratura della narrativa, affezionarsi a personaggi e a un certo modo di scrivere, come nel mio caso».
Se il Premio Costa Smeralda avesse un’orchestra, che tipo di musica sentiremmo quest’anno?
«Direi jazz. Forse non è strettamente legata alle orchestre. Eppure ci sarà una campionatura di colori e di timbri che credo funzionino bene, speriamo che nell’insieme si arrivi a una perfetta armonia».
Qual è il dubbio più grande che vi accompagna quando selezionate la terna finalista?
«Ce ne sono molti. La selezione è stata per altro piuttosto combattuta. Ci sono motivazioni di vario tipo di cui tener conto: letterarie, storiche, di opportunità. Questo perché la scelta di una terna è sempre complicata e dobbiamo fare in modo che il Premio abbia una sua identità al cospetto di tanti altri concorsi».
C’è un criterio che con il tempo avete imparato a rivedere o a mettere in discussione?
«No. Credo che anzi la qualità di questa giuria sia proprio del fatto che ciascuno porti la sua visione della letteratura e della cultura. Durante la riunione di giuria si cerca di contemperare a tutte le esigenze».
Se dovesse descrivere l’edizione di quest’anno con tre parole, quali sceglierebbe?
«Frizzante, interessante e accattivante».
Riccardo Lo Re
