Premio Costa Smeralda 2019, tutti a lezione di golf

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Una giornata nella natura, una lezione di golf e storia. Il Premio Costa Smeralda, che ha l’obbiettivo di valorizzare la letteratura e di difendere i mari e l’ambiente, ha regalato ai suoi partecipanti e ospiti una giornata speciale, una delle tante del suo ricco calendario: è quella vissuta al Pevero Golf Club, un’istituzione del Consorzio fondato nel 1962.

L’appuntamento era per la mattina del 28 aprile, il giorno dopo la cerimonia di premiazione del Premio Costa Smeralda, tenutasi, con grande successo di pubblico, al Cervo Tennis Club di proprietà di Smeralda Holding e gestito da Marriott International. Inizialmente si doveva fare una bella camminata al Pevero Health Trail, il percorso immerso nel verde creato dal Consorzio e che si snoda, per 13 chilometri, lungo numerose stradine, tutte sterrate, tutte avvolte dalla macchia mediterranea, nella grande area tra il Pevero e Monti Zoppu. Poi, le condizioni meteo, con troppo vento, hanno suggerito agli organizzatori del Premio – voluto dal Consorzio Costa Smeralda e ideato e diretto da Beatrice Luzzi – di passare l’intera giornata sul green da 18 buche del Pevero.

Qui c’è stata una magistrale lezione di Marco Berio, direttore della struttura, maestro con una grandissima esperienza e comunicatore per passione. Berio ha raccontato come è nato il campo e chi l’ha disegnato. Fin dall’inizio, i Soci Fondatori del Consorzio, con in testa il presidente, il Principe Karim Aga Khan, hanno voluto che la Costa Smeralda fosse un’oasi naturale con tante attività sportive da poter praticare, fra cui anche il golf. Fu individuata l’area in cui realizzare il green, poi fu scelto un progettista straordinario: Robert Trent Jones, un mago della matita, una star  nella costruzione dei campi. Basti pensare che il genio americano ha studiato e disegnato più di 500 campi in America e nel resto del mondo. Tra questi c’è appunto il Pevero Golf Club, creato nel 1972 e diventato, in poco tempo, uno dei più amati dai giocatori. Berio ha spiegato, con passione e competenza, tutti gli interventi che negli anni sono stati realizzati, all’insegna dell’innovazione ma, sempre, nel rispetto della tradizione, delle regole e della storia del Consorzio.

Il Pevero, per esempio, ha dedicato un punto panoramico, alla buca numero 16, al personaggio letterario e cinematografico di James Bond; una citazione colta del film La spia che mi amava, girato in Costa Smeralda nel 1976 e andato nelle sale nel 1977 con un incredibile successo di pubblico: è il quinto per incassi della serie inaugurata nel 1962. I protagonisti – Roger Moore e Barbara Bach – rimasero incantati, per loro stessa ammissione, come si può leggere nelle memorie dell’attore inglese, dalla bellezza della destinazione e questo non è difficile da credere: le scene furono girate al Cala di Volpe, lungo la strada panoramica da Olbia per Porto Cervo, alla banchina del Pitrizza e nella spiaggia di Capriccioli.

La storia raccontata da Berio è piaciuta molto ai partecipanti, tra i quali Ian McGuire, lo scrittore che con il suo libro Le acque del nord (Einaudi) ha vinto il Premio Costa Smeralda nella sezione Narrativa. Un grande risultato. Perché il Premio ha la mission, insieme alle altre iniziative del Consorzio, di promuovere il grandissimo patrimonio della Costa Smeralda: ambientale, architettonico, storico.

Un momento simpatico si è vissuto quando Berio ha appreso di essere davanti a Giancarlo Busiri Vici, l’architetto che ha contribuito a creare, insieme al padre, Michele, la Costa Smeralda e che oggi è il presidente del Comitato d’Architettura del Consorzio, la struttura, unica nel suo genere, che controlla l’ordinato sviluppo edilizio ed estetico della destinazione turistica. “Lei per me è un mito” ha detto Berio rivolgendosi a Busiri Vici, che stava facendo delle domande sui paletti del Pevero e che è rimasto piacevolmente colpito dalla parole del direttore. Tra le opere dei Busiri Vici dobbiamo ricordare, oltre alle numerose ville edificate sul modello dello stile mediterraneo, l’hotel Romazzino, l’hotel Luci di la Muntagna, il complesso di Sa Conca a Porto Cervo e la bellissima chiesa di Stella Maris. Insomma, uno dei grandi protagonisti del Consorzio.

La giornata, dopo la lezione storica, è proseguita con una piccola esercitazione sul campo: Berio ha fatto vedere ai visitatori come si impugna la mazza, come si colpisce la pallina; un lavoro che svolge abitualmente e che, per volere della proprietà, da sempre pronta a sostenere il territorio, sta formando numerosi giocatori di Arzachena, Olbia e di tutta la Sardegna.

Ovviamente tutti, dalla collina del Pevero, hanno potuto ammirare il paesaggio mozzafiato: il mare di Cala di Volpe, la macchia mediterranea alle spalle di Romazzino, il golfo del Grande Pevero. La Costa Smeralda come esempio concreto di un investimento che, vicino al traguardo dei 60 anni, ha sempre rispettato la natura. Un’esperienza straordinaria che il “Costa Smeralda” ha offerto agli scrittori, agli sponsor e a tutti quelli che hanno preso parte all’evento. Infine, i partecipanti alla doppia lezione sono andati al ristorante del Pevero Golf Club: e qui le delizie della cucina mediterranea sono state un giusto “premio” per tutti.

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