Premio Costa Smeralda 2019, il vino unisce il Mediterraneo

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Magica, raffinata, colta: così è stata definita la serata del Premio Costa Smeralda nelle cantine Surrau di Arzachena, venerdì 26 aprile, intitolata “Wine & Gourmet Party”. Tutti hanno speso parole di elogio per quest’iniziativa, una delle tante collaterali alla rassegna letteraria. Effettivamente l’obbiettivo del Premio, organizzato dal Consorzio Costa Smeralda e diretto da Beatrice Luzzi, è quello di allungare la stagione turistica coinvolgendo, nel suo programma, le eccellenze del territorio e proponendo eventi di alto livello culturale. Obbiettivo pienamente raggiunto da Surrau, una delle cantine più all’avanguardia e artisticamente sensibili della Sardegna.

La location, per cominciare, è di quelle che fanno sognare: la cantina della famiglia Demuro di Arzachena – affermata a livello nazionale e internazionale, con all’attivo numerosi prestigiosi premi  – è immersa nella natura; anzi, fa parte di quella natura così selvaggia ma, allo stesso tempo, così educata dall’opera attenta dell’uomo. Costruita nella piana di Arzachena, una delle più fertili di tutta la Gallura, la cantina gode di una bellissima vista e lascia i visitatori, che sono numerosi durante tutto l’anno, estasiati per la bellezza dell’architettura, la pace del paesaggio, lo straordinario prodotto offerto e la competenza e la professionalità dei dipendenti. L’ingresso in mezzo alla vigna dà una sensazione di cose antiche, buone, fatte come si deve.

Il Premio Costa Smeralda ha scelto la cantina arzachenese proprio per queste ragioni: perché voleva che la serata prima della cerimonia finale, tenutasi il 27 aprile al Cervo Conference Center con la premiazione del grande Piero Angela, fosse un appuntamento indimenticabile per gli scrittori, i giornalisti, gli sponsor e tutti quelli che, a vario titolo, hanno partecipato alla seconda edizione del Premio Costa Smeralda, ormai già affermato nel panorama culturale italiano, di cui ha segnato l’apertura per la stagione estiva 2019.

La serata si è svolta in tre fasi, tutte molto ben pianificate e curate nei dettagli. Prima c’è stato un ricco aperitivo, con i vini della cantina Surrau e i migliori prodotti della terra di Sardegna. Una full immersion nei sapori dell’Isola, in un ambiente caldo ed elegante, che ha rappresentato il modo migliore per rilassarsi, chiacchierare, prendere spunti e pianificare nuovi progetti. I volti soddisfati degli ospiti erano la risposta migliore alla attese degli organizzatori.

Poi è stata la volta del momento culturale vero e proprio. Sul palco delle cantine è salito Alessandro Vanoli, storico e scrittore. La sua è stata una lezione, magistrale e piacevole, sul Mediterraneo, partendo da 20 oggetti che lo rappresentano e, in qualche modo, lo costituiscono. È stata una celebrazione del mare come punto di incontro e non di scontro, che da sempre è così nella storia dei popoli che lo hanno animato. E, come ha spiegato Vanoli con rara efficacia, ciò che ha unito le genti mediterranee è stato il vino, con alcuni vitigni che sono passati da una sponda all’altra nel corso dei secoli. Una citazione opportuna e precisa. Del resto, “Storia del Mediterraneo in 20 oggetti” è un libro, scritto da Vanoli insieme ad Amedeo Feniello, che è si è imposto come un lavoro completo e interessantissimo e che ha avuto e continua ad avere una seconda vita nelle rappresentazioni teatrali che i due autori, come è successo da Surrau, portano in giro per l’Italia, riscuotendo ovunque un grande successo di pubblico.

Ma quello dello scrittore è stato un omaggio alla Sardegna, alla sua storia orgogliosamente e consapevolmente mediterranea. Ed è stato il tratto d’unione con il “Costa Smeralda” il cui tema è proprio il mare, la sua importanza, la possibilità che i libri lo aiutino a essere vissuto con coscienza. Una platea attenta e informata ha seguito Vanoli, apprezzandone la competenza e la brillantezza. Bellissimo anche l’accompagnamento musicale con la chitarra di Carlo Mascilli Migliorini.

La terza parte della serata è stata dedicata alla cena; è stato un momento sublime, con il trionfo dei piatti tipici della tradizione sarda, molto apprezzati dagli ospiti, anche internazionali, del “Costa Smeralda”. In questa occasione il Premio ha mantenuto fede alla sua vera anima: ha promosso la Costa Smeralda e il territorio circostante al Consorzio, in un’unione tra eccellenze che è sempre stato uno degli aspetti caratterizzanti della visione dei Soci Fondatori.

Un appuntamento culturale che ha incantato, fra gli altri, due scrittori: Maxwell Kennedy e Ian McGuire, vincitore con Le acque del nord della sezione Narrativa, molto felici di aver scoperto un’isola così ricca di storia, di bellezza, di prelibatezze.

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