L’artista, Premio Cultura del Mediterraneo 2026, sarà protagonista di un evento che tiene insieme arte, teatro e tradizione
Un’occasione di confronto tra arte, teatro, tradizione e memoria. è quanto accadrà il prossimo 3 giugno al Piccolo Teatro di Milano dove andrà in scena una serata dedicata a Emilio Isgrò, Premio Cultura del Mediterraneo 2026 a Porto Cervo. L’artista, tra i protagonisti della scorsa edizione del Premio Costa Smeralda, sarà presente per un evento legato a Gibellina Capitale Italiana dell’arte contemporanea. Un tributo alle Orestiadi e alla lungimiranza di Ludovico Corrao, il sindaco-intellettuale che trasformò una ferita collettiva in uno dei più significativi laboratori culturali del Mediterraneo.
L’iniziativa non vuole però essere momento celebrativo di questo modello, ma un vero e proprio percorso attraverso una stagione simbolica di rinascita del borgo dopo il terremoto del 1968. In quegli anni si scelse di affidarsi alla forza dell’arte, dell’architettura, della poesia e del teatro per promuovere una ricostruzione che fosse anzitutto sociale e umana, oltre che urbanistica. E lo ha fatto servendosi dei linguaggi della contemporaneità e dei singoli sguardi di artisti, scrittori, registi e architetti provenienti da tutto il globo. Il risultato è un progetto culturale che ancora oggi è considerato un caso unico nel suo genere in Europa.
Tra gli ospiti ci sarà anche Emilio Isgrò, tra le figure più autorevoli dell’arte contemporanea che presenterà le nuove etichette “cancellate” de Il Bianco e de Il Rosso di Ludovico. Un progetto speciale che fa del vino un racconto, una materia espressiva e un simbolo identitario del Mediterraneo. La celebre pratica della cancellatura, che da decenni caratterizza la ricerca artistica dell’autore, si trasforma in questo contesto in uno strumento capace di legare memoria e rinascita: non un atto di sottrazione, ma un invito a rileggere il reale in un modo diverso dal solito, attraverso nuove prospettiva. Sotto questo aspetto è un linguaggio che riesce a intrecciare passato e futuro, capace sia di conservare le tracce della storia e allo stesso tempo di vedere, interpretare e immaginare il mondo di domani.
Riccardo Lo Re
