Il commento della scrittrice e giudice del Premio Costa Smeralda pubblicato su la Repubblica
Amazon Kindle sta testando “Ask This Book”, un servizio che fornirà ai lettori diverse informazioni sui libri che sta leggendo grazie all’intelligenza artificiale. Un assistente personale che spiegherà – solo se richiesto – alcune cose che non sono state comprese o che sono state dimenticate nel corso della lettura: la trama, il passato dei personaggi, o addirittura la spiegazione di alcuni passaggi del testo. Un bene? Un male? Come sempre la tecnologia avanza, e sarà il tempo a stabilire quelli che sono gli effetti di questo strumento su ciascun utente. Va detto, per altro, che il mercato degli e-book non è così esteso come quello cartaceo. Chiara Valerio, scrittrice e giudice del Premio Costa Smeralda, ha deciso comunque di scrivere un articolo interessante sull’argomento. Una riflessione attenta, meditata, ed espressa con uno stile piacevole da leggere come tutti i suoi pezzi.
Nell’articolo pubblicato su la Repubblica la scrittrice si sofferma su ciò che lei stessa definisce «una delle grandi sciagure del nostro tempo: capire. O tutto si capisce immediatamente o ci sentiamo stupidi, ci sentiamo offesi e, a nostra volta, scherniamo termini come “Antani” o “supercazzola”. Se non capisco qualcosa, allora il problema è di chi parla o scrive». È a partire da questa premessa che Chiara Valerio comincia a trattare di questa nuova funzione di Kindle: Ask This Book. «Una sorta di gps dei libri che leggiamo», afferma l’autrice. «Ma a che serve il Gps in un romanzo? – prosegue – Non sono interessanti i riassunti dei libri perché non sono interessanti i riassunti della vita, sono interessanti i particolari, avvincenti, un gesto, un colore, un’impressione, un ricordo». Valerio cita da questo punto di vista Carlo Ginzburg In Conversare con Orion (2021): «I filosofi antichi ci hanno insegnato che la meraviglia, la sorpresa generano la conoscenza. Le rielaborazioni moderne di questo tema hanno sottolineato l’importanza dello straniamento, dello sguardo opaco sulla realtà che può aiutare a raggiungere una conoscenza meno superficiale». Capire, chiude l’autrice, «non è un orientamento ma un disorientamento continuamente reindirizzato da memoria, esperienza e inciampi. Leggere è un facile e poco costoso esercizio per esercitarsi a capire».
Riccardo Lo Re
