Nella sezione narrativa a vincere è stata Evelina Santangelo con “Il sentimento del mare”. A Maurizio Ferraris, con il suo “Imparare a vivere”, il premio per la saggistica
In questo lungo viaggio il Premio Costa Smeralda, organizzato e promosso da Consorzio, è riuscito a ritagliarsi un ruolo da protagonista. In pochi anni ha accolto autori, intellettuali e figure di spicco del mondo della cultura. Una conferma che la direzione intrapresa è quella giusta e sta dando frutti.
Ancora una volta, Lina Bolzoni, Marcello Fois, Elena Loewenthal e Chiara Valerio, con il direttore artistico Stefano Salis, hanno mostrato un notevole intuito nella scelta delle opere più meritevoli dell’ultimo anno editoriale. Libri con una loro identità e uno stile unico collocati nelle due categorie saggistica e narrativa.
Partendo da quest’ultima, la giuria ha selezionano una terzina di livello: Ginevra Lamberti con “Il pozzo vale più del tempo“ (Marsilio), Eugenio Murrali con il suo romanzo d’esordio “Marguerite è stata qui“ (Neri Pozza) ed Evelina Santangelo con “Il sentimento del mare“ (Einaudi). La terna della saggistica è stata composta da Vera Gheno con “Parole d’altro genere” (Rizzoli), Maurizio Ferraris con “Imparare a vivere“ (Editori Laterza) e Vincenzo Trione con “Prologo celeste. Nell’atelier di Anselm Kiefer“ (Einaudi).
La scrittrice Evelina Santangelo con “Il sentimento del mare” (Einaudi) si è portata a casa il Premio Narrativa del Premio Costa Smeralda 2024. «Un resoconto intimo di una donna, matura, molto bella, che deve fare un bilancio della sua esistenza e che traccia una mappa nautica e sentimentale attraverso la quale stabilire una via di fuga dal proprio tormento e dalla propria crisi», afferma la giuria nella motivazione. Il mare «è contemporaneamente lo spazio della narrazione, del conforto e dello stile. Come camminare sull’acqua per vagabondare sulle vicende umane, trovarvi un senso, adattarlo a sé e poi, con una penna sublime, raccontarlo agli altri» proseguono i giudici rimasti colpiti dalla qualità della scrittura, dalla profondità dei temi, e dall’eleganza del plot.
Questo stupore è emerso anche nell’assegnazione del premio nella categoria saggistica, andato a Maurizio Ferraris per il suo “Imparare a vivere” e per «la rara capacità di spiegare e raccontare cose molto difficili in un modo che risulta non solo comprensibile ma anche e soprattutto accattivante, rendendo il lettore amabilmente prigioniero della pagina». L’autore è riuscito a spiazzare il lettore e a «rimettere in gioco le nostre convinzioni, le certezze che crediamo di avere, i luoghi comuni che popolano il nostro mondo di cose e parole. E tutto sempre con una vena straordinaria di ironia».
Riccardo Lo Re
