Ospiti di spicco, intellettuali e Premi Nobel in un’edizione che ha lasciato il segno per qualità e prestigio
Il Premio Costa Smeralda negli anni si è arricchita di momenti che sono rimasti negli annali. Merito dell’organizzazione che ha sviluppato intorno all’evento una formula che non si ferma solo al presente ma osserva la cultura in ogni sua sfumatura. Alle terzine finaliste del Premio – che come si sa contengono le opere selezionate dalla giuria presieduta da Stefano Salis e suddivise nella categoria saggistica e narrativa – si sono aggiunti dei premi speciali che hanno conferito un ulteriore prestigio al Premio Costa Smeralda. Sono tutti destinati a figure di spicco del mondo della cultura, ma ognuno di loro viene assegnato per motivi diversi dopo un’attenta valutazione da parte della giuria.
Il Premio Internazionale, consegnato ogni anno a uno scrittore o a un’opera, di caratura internazionale, è andato a Orhan Pamuk, Premio Nobel per la Letteratura 2006. Una scelta dovuta alla sua poliedricità, come affermano i giudici. «La definizione di “Scrittore” non basta. Artista; forse sarebbe più calzante. Artista in un modo e di una profondità tali che, in qualunque delle discipline nelle quali si è cimentato (tra le altre, la pittura, la fotografia, ma anche il collezionismo e la museologia, portate ai massimi livelli), ha sempre manifestato una grandissima consapevolezza dei limiti di ciascuna definizione. E la ha superata».
Intellettuale di primo piano, docente, giornalista, attivista, con le sue posizioni e le sue dichiarazioni, in difesa della democrazia e dei diritti, «Pamuk rinnova oggi la figura e il ruolo dello scrittore e si muove, nello scenario millenario del Mediterraneo, come una personalità che mischia tutte e ciascuna delle sue valenze».
Il Premio Cultura del Mediterraneo è andato al professore di Colture arboree all’Università di Palermo Giuseppe Barbera per il suo ruolo di scrittore, divulgatore e profondo conoscitore del ruolo dell’umano e della cultura nella natura. Nei suoi libri, ha scritto la giuria nella sua motivazione, Barbera «ci trasmette una sapienza di forza commovente: scienza, passione e intima comprensione della natura e della cultura, venate da un umanesimo della miglior qualità. Ci vogliono, scrittori così, persone così, per ricordarci quale è il nostro ruolo e come siamo connessi alla natura. Il merito di Barbera è proprio quello di farci cogliere, di “sapere” e di “raccontare” gli alberi, nella loro grandezza, nella loro vita, nel loro essere e divenire storico».
Infine, il Premio speciale a Gavino Murgia, musicista e allo stesso una risorsa per la cultura sarda. «Rispetta e conosce la tradizione, ma è capace di innovarla con la forza delle note, con il linguaggio contemporaneo del jazz, con la presenza scenica di impressionante vigore ma allo stesso tempo di riservata qualità».
Riccardo Lo Re
