Lo fa citando una delle canzoni iconiche che l’hanno resa immortale. Un brano che celebra il suo fascino senza tempo
«Brigitte Bardot, Bardot; Brigitte beijou, beijou; Lá dentro do cinema; Todo mundo se afobou; Brigitte Bardot, Bardot; Brigitte beijou, beijou; Lá dentro do cinema; Todo mundo se afobou. Tutti insieme». Chiara Valerio decide così di ricordare una delle muse del cinema Brigitte Bardot. Scomparsa a 91 anni, è stata una delle ultime dive del Novecento grazie al suo talento unito a una bellezza ammaliante. Il mito di B.B., come sostiene in maniera velata la scrittrice nel suo posto, è essenzalmente legato anche alla musica grazie alla canzone brasiliana intitolata con il suo nome.
Il testo nasce nel 1960 grazie a Miguel Gustavo. Il compositore e giornalista brasiliano ha deciso di scrivere un pezzo dedicato alla diva che con i suoi film incantava mezzo mondo. A metterci la voce ci pensa il cantante Jorge Veiga. Il resto è storia. Brigitte Bardot inizia ad avere successo grazie a un sound dinamico ticico del samba. Il brano rappresenta un omaggio alla sensualità dell’attrice. Un’ode alla sua bellezza magnetica che l’ha resa unica. Il testo lascia infatti poco spazio all’immaginazione: Brigitte ha baciato ha baciato, sul fondo del cinema tutto il mondo è annegato. Un modo efficace per dire quanto lei – sensuale, libera, anticonformista – sia stata in grado di rappresentare fino ad oggi l’immagine del desiderio. Un’idea stampata sullo schermo e incarnata nel suo volto di diva immortale.
Nel 1978 una parte di questa canzone entra nell’immaginario collettivo in Disco samba, un celebre medley del trio belga Two Man Sound che è ormai legato alla notte di Capodanno, trenino incluso. Eppure quella canzone è riuscita a mantenere la sua identità nel tempo grazie a diverse versioni interpretata da altri artisti di spicco come Mina, Les Chakachas, Ivan Cattaneo e Bandabardò.
Riccardo Lo Re
