La scrittrice e giudice del Premio Costa Smeralda ha commentato le parole di Michela Murgia durante la trasmissione L’aria che tira su La7
«Covare l’odio vive continuamente in un contesto che gli vieta, per via della presenza del tabù, di dirlo, di manifestarlo, di dichiararlo. Deve vivere come un fuori legge. Due terzi del mio tempo io lo devo passare o lo dovrei passare a inventare scuse per camuffare quello che in realtà provo che è l’odio, che non si può dire perché fa brutto sempre per la questione dell’estetica. Uno dei migliori testimoni di questo atteggiamento per me è Antonio Gramsci che con il suo odio gli indifferenti ci ha offerto un esempio luminoso di come l’odio se viene riconosciuto e disciplinato attraverso l’intelligenza non è un difetto, ma è una virtù luminosissima».
Le parole sono di Michela Murgia in un video mostrato in anteprima durante la trasmissione su La7 l’Aria che tira. Di recente è uscito un libro postumo dell’autrice dedicato alle “Lezioni sull’odio”. A commentarlo, insieme al conduttore David Parenzo, ci ha pensato la scrittrice e giudice del Premio Costa Smeralda Chiara Valerio, che prima di essere stata sua amica è stata una sua accanita conoscitrice e lettrice. «In questa parole c’è tutto il gusto del paradosso e dell’ironia Michela Murgia. Un paradosso come grande rivelatore di grandi verità. Come facciamo a diventare degli odiatori? Perché non ci si improvvisa odiatori. Adesso odiatore ha assunto un termine social che 13 anni 14 anni fa quando queste lezioni sono state tenute, ovviamente non c’era. Ma è un’odio come un sentimento puro e proiettivo dell’amore, ovvero come saranno le cose quando avrò finito di passarci sopra».
Questo è l’odio di Michela Murgia. «Un luminoso sentimento di concentrazione», prosegue Valerio. «è chiaro che le persone odiate da Michela Muggia sono molto chiare e sono gli oppressori, sono chi discrimina che opprime, non ce ne sono altre».
Per l’autrice Murgia non intendeva l’odio come lo pensiamo. Per lei, sostiene Valerio, «è il sentimento dei cani, cioè la rabbia. Non siamo in una fase d’odio anche se utilizziamo la parola haters. Siamo un’altra fase, una fase rabbiosa. Citando il libro di Virginia Woolf Flush, vita di un cane, “L’odio è anche amore”. Michela Murgia va ancora più avanti, dice che l’odio è l’amore una volta che è finito. Una specie di previsione d’amore. Sentimenti molto simili tanto da susseguirsi l’uno all’altro».
Riccardo Lo Re
