I due autori, protagonisti nelle ultime edizioni del Premio Costa Smeralda, sono entrati nella cinquina di questo riconoscimento letterario
Cinquant’anni di storia. Un lungo viaggio alla scoperta della migliore narrativa italiana contemporanea. L’avventura del Premio Stresa di Narrativa, tra i più prestigiosi riconoscimenti letterari del panorama nazionale, prosegue anche nel 2026 con la presentazione dei cinque romanzi finalisti che, durante l’estate, saranno al centro di una serie di incontri al Lago Maggiore.
Dopo aver esaminato oltre sessanta opere candidate, la Giuria dei Critici – composta da Monica Acito, Piero Bianucci, Giosuè Calaciura, Emmanuelle de Villepin e Orlando Perera – ha scelto i cinque titoli che si contenderanno il riconoscimento finale.
Tra questi ci sono un libro e un autore conosciuto dal pubblico di Porto Cervo. Due figure che hanno influito sulla crescita di un evento, il Premio Costa Smeralda, giovane e ambizioso. Il primo da segnalare è L’idiota di famiglia (Sellerio) di Dario Ferrari, che si è guadagnato un posto nella terna finalista del 2026. Il secondo è Valeria Parrella, che è aggiudicata il Premio Costa Smeralda 2023 nella sezione dedicata alla Narrativa grazie a La Fortuna e che quest’anno si presenta con La ragazzina (Feltrinelli). A chiudere la lista dei finalisti La vita giovane (Mondadori) di Mattia Insolia, Qualcosa che brilla (Rizzoli) di Michela Marzano, e C’era l’amore a Sarajevo (Mondadori) di Gigi Riva. La parola passa ora alla Giuria dei Novanta Lettori che, insieme alla Giuria dei Critici, decreterà il vincitore dell’edizione 2026.
L’organizzazione del Premio Stresa di Narrativa ha inoltre creato nel 2018 una targa speciale per celebrare Gianfranco Lazzaro, fondatore e primo vincitore del Premio Stresa di Narrativa. Il riconoscimento andrà quest’anno a: “Il vestito di mia madre Storia di Teresa Mattei, antifascista” di Sara Rattaro edito da Piemme.
Riccardo Lo Re
