L’intervento del geologo, Premio Cultura del Mediterraneo del 2023 a Porto Cervo
Continua a causare disagi l’ondata di caldo estremo che sta attraversando tutta Europa, «con un aumento delle temperature pari al doppio della media globale». A dirlo è il capo dell’Oms (organizzazione mondiale della sanità) Tedros Adhanom Ghebreyesu. «In questo momento, 150 milioni di persone vivono sotto condizioni di caldo estremo, centinaia sono morte, le scuole sono chiuse e le reti elettriche sono sotto forte pressione».
Dal 21 giugno «sono stati registrati in Europa oltre 1.300 decessi in eccesso collegati alle alte temperature», prosegue l’esponente dell’Oms. Un fenomeno, il caldo estremo, che viene spesso definito il “killer silenzioso” mettendo in seria difficoltà le località europee, compresa l’Italia: «Le abitazioni, i luoghi di lavoro e le scuole europee non sono stati progettati per affrontare temperature di questo tipo», afferma Ghebreyesu. «Quello che un tempo era considerato un’ondata di calore “eccezionale, una volta per generazione” si verifica ormai quasi ogni anno. Eravamo stati avvertiti».
A rincarare la dose è Mario Tozzi. Il Premio Cultura del Mediterraneo del 2023 ha più volte posto l’attenzione sul tema del cambiamento climatico che, oggi più che mai, ha bisogno di risposte concrete da parte dei governi, delle istitutizioni e delle realtà del settore privato.
«Secondo WWA (World Weather Attribution), le attuali ondate di calore in Europa vengono peggiorate dal riscaldamento globale: simili ondate di calore nel giugno 1976 sarebbero state di 3,6°C più fresche», afferma il geologo Mario Tozzi.
«Le ondate di calore sono fenomeni meteorologici estremi rafforzati dalla crisi climatica che, a loro volta, la aggravano, in un circolo vizioso che dovrebbe preoccupare ogni sapiens di buona volontà».
«Ci si può dividere su come affrontare la crisi climatica», conclude Tozzi. «Non sulla situazione e sulle sue cause. Già nel 2022 Welsby et al. su Nature suggerivano di lasciare nel sottosuolo il 90% del carbone e il 60% del gas e del petrolio, se si voleva rimanere in un incremento di t di 1,5°C. Ma la decisione deve essere politica, non degli scienziati».
Riccardo Lo Re
