Premio Costa Smeralda 2019, Piero Angela scopre i nuraghi

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Il Premio Costa Smeralda, fedele alla sua mission di animatore culturale, non solo ha celebrato la letteratura di mare, di cui la giornata del 27 aprile al Cervo Tennis Club ha rappresentato il grande atto finale, ma ha allargato il proprio raggio d’azione, offrendo agli ospiti della Costa Smeralda la possibilità di scoprire un mondo fantastico: quello dei nuraghi in Sardegna.

Tra gli ospiti ce n’era uno di eccezione: Piero Angela, il più grande divulgatore scientifico italiano, uno studioso che ha formato generazioni di italiani con le sue note trasmissioni televisive come “Quark” e che la direttrice del Costa Smeralda, Beatrice Luzzi, ha voluto omaggiare, proprio per questa ragione, con il Premio speciale.

In un’intervista concessa alla “Nuova Sardegna”, Piero Angela aveva ammesso di non aver mai visto, nella sua lunga e straordinaria attività professionale in Rai, i nuraghi, le antiche costruzioni della Sardegna dichiarate dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Il Consorzio Costa Smeralda, organizzatore del Premio, ha dunque voluto che Angela scoprisse il complesso nuragico della Prisgiona di Capichera, uno dei più importanti nell’Isola, e il cui insediamento sparso era abitato tra il XIV ed il IX secolo a. C. Ha dunque preparato un’escursione e, con il preziosissimo e fondamentale apporto dell’amministrazione comunale di Arzachena, ha fatto in modo che il divulgatore e la moglie entrassero a contatto, fisicamente, con i nuraghi e con tutta la loro magia.

Accompagnato dalla guida Carmen Azara, molto preparata ed efficace, Piero Angela, accolto da numerosi cittadini, entusiasti della sua presenza alla Prisgiona, ha così potuto sapere quale fosse la funzione dei nuraghi. Goi sono stati spiegati i materiali con cui sono stati costruiti, le tecniche usate per renderli così stabili e duraturi nel tempo, le campagne di scavo andate avanti negli anni e le importanti scoperte fatte dagli archeologi e dagli storici. Una lezione che Angela ha molto apprezzato, tanto è vero che ha posto più volte domande. Il modo migliore per essere “avvolto” da una parte fondamentale della storia sarda

Del resto, quello delle campagne Capichera, come spiega efficacemente il ministero dei Beni Culturali, per “le dimensioni, la complessità della struttura e le sue caratteristiche architettoniche, doveva rivestire un ruolo di preminenza nell’ambito del sistema territoriale. Si tratta di un nuraghe complesso, del tipo così detto a tholos, ossia con copertura a falsa cupola, piuttosto insolito in Gallura – spiega il ministero nella scheda tecnica sul complesso -. Presenta una torre centrale (mastio) e almeno due torri laterali inglobate in un bastione. Il mastio ha l’ingresso caratterizzato da un gigantesco architrave (m. 3,20). La camera centrale, con copertura a tholos e provvista di tre nicchie disposte a croce, ha un’altezza di oltre 6 metri. Il bastione è ulteriormente protetto da una cortina muraria. Quest’ultima racchiude un ampio cortile in cui sono dislocati un pozzo, profondo oltre 7 metri ed ancora attivo, ed un edificio circolare, la “capanna delle riunioni”, in cui si riunivano i capi del villaggio o comunque personaggi di rango”

Molto incuriosito, Angela, in un momento altamente simbolico, è entrato all’interno della torre, sancendo così la soddisfazione di un desiderio intellettuale che lo studioso ha ammesso di avere da tempo. “Questa vista, questa storia che mi è stata raccontata mi ha emozionato” ha detto Angela al termine della visita, andata avanti per mezzora.

Il divulgatore è rimasto molto impressionato dalla bellezza delle campagne di Arzachena, molto curate e con numerose vigne. Ha voluto sapere quale fosse l’economia prevalente della città, e gli è stato risposto che Arzachena vive di turismo ma ha mantenuto moltissime attività legate alla campagna, come la produzione di eccellenti vini e ottimi allevamenti di bovini. L’amministrazione comunale di Arzachena, che gli ha detto di essere onorata della sua presenza a La Prisgiona, lo ha omaggiato con alcuni libri sulla storia del centro e sulle sue particolarità ambientali e archeologiche.

Visibilmente felice, Angela ha ammesso, davanti alle tante persone che lo hanno voluto salutare o semplicemente vedere, che la giornata è stata molto intensa perché il Premio, oltre alla soddisfazione di avergli dato un riconoscimento, gli ha dato l’opportunità di conoscere, come l’ha definita lui, la “meravigliosa Costa Smeralda”. 

La visita di Angela al nuraghe è stata seguita da numerosi giornalisti, che hanno raccontato all’Italia e all’estero l’importanza culturale del complesso nuragico di Arzachena, con uno straordinario ritorno di immagine anche per la Costa Smeralda. Quello della divulgazione culturale è uno degli obbiettivi del Consorzio Costa Smeralda e, grazie al Premio, è stato perfettamente raggiunto.

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