Il noto cantante è stato intervistato da Chiara Valerio nel corso di un evento che si è svolto all’auditorium della Nuvola di Roma
Si è chiusa con 105.631 lettori la 24esima edizione di Più libri più liberi, la fiera di Roma dedicata esclusivamente al mondo della piccola e media editoria. In queste cinque giornate di eventi si sono alternate polemiche, scontri e occasioni imperdibili per chi ama la letteratura e l’attualità. Uno degli appuntamenti più attesi è stato senza dubbio quello con Jovanotti, il ragazzo fortunato capace di alimentare quel sogno – la musica – che la gente gli ha regalato nel corso della sua carriera. Lorenzo Cherubini si è sempre distinto per la sua identità fuori dagli schemi e per il suo carattere esplosivo. Non a caso, anche in un incontro come quello avvenuto con Chiara Valerio (giudice del Premio Costa Smeralda e curatrice di questa edizione) non è servito il canto per regalare delle perle interessanti ai presenti.
«La musica mi serve, mi fa tenere i piedi per terra. Mi ha proprio salvato, perché ha dato un ritmo alla mia vita, che non ce l’aveva», ha detto Jovanotti come ha riportato l’Ansa. «La mia musica, il mio strumento è il mio corpo – dice -. Non ho mai pensato di avere a disposizione come strumento la mia voce, è stata una necessità perché non avevo altro».
Non sono mancati momenti di ilarità con Chiara Valerio: «Mi è capitato molto per caso di fare il musicista. Questo i miei detrattori lo sanno: non sai cantare e canti, non sai scrivere canzoni e lo fai. Non me lo spiego neanch’io, la mia passione era tutt’altra, avrei potuto fare il pubblicitario, quando vedevo uno spot che funzionava ero felice».
È un fiume in piena, come lo è anche Chiara Valerio che, durante l’intervista, trova di avere molte cose in comune con lui. «Noi siamo due agitati», ha detto la scrittrice che non nasconde l’ansia nel dover parlare con lui. «Probabilmente da bambino sarei stato il tipico Adhd, quello che non sta fermo da nessuna parte – commenta Jovanotti – Il corpo era frenetico, agitato, sempre sudato, pure d’inverno. Il corpo è sempre stato un problema, mi addormento e sveglio in un attimo come i cani».
Nel raccontare la sua passione per la bicicletta come «via di fuga» non si immaginava «che il mio corpo si potesse far male» riferendosi al grave incidente subito. Chiara Valerio, dialogando con Jovanotti, racconta di quel momento in cui in mountain bike «ho incrociato un lupo. Quando vedi degli animali selvatici è come quando incontri uno famoso, gli vorresti chiedere un autografo perché l’hai visto solo in tv».
Per il cantante la giovinezza non è solamente una questione di età ma l’inizio di un nuovo percorso. «La giovinezza è un po’ sopravvalutata, perché quando si è giovani si è stupidi, pure un po’ bacchettoni. Le persone invecchiando ringiovaniscono perché non sono più conservatori, dicono quello che gli viene in mente». Per quanto riguarda i libri, ha cominciato tardi a scoprire alcuni dei capolavori del nostro tempo, da Garcia Marquez, Calvino a Siddharta, passando per Manzoni e i Promessi Sposi. Ha adorato il Conte di Montecristo: «Una serie di Netflix, fa avanti e indietro, è un libro che si muove, finisce il capitolo e ti lascia lì».
Riccardo Lo Re
