L’esposizione, formata da circa trenta opere dell’artista italiano, sarà disponibile fino al 26 aprile 2028 a Cold Spring
Giorgio Spanu, vincitore del Premio Speciale Costa Smeralda 2025 e cofondatore del Magazzino Italian Art insieme a Nancy Olnick, ha deciso di proseguire il suo viaggio alla scoperta del movimento dell’Arte Povera. Dopo le mostre dedicate a Piero Gilardi (Tappeto natura, 2022) e a Michelangelo Pistoletto (Welcome to New York, 2023-2024), entra in scena la mostra Tutto Boetti 1966 -1993, visibile al pubblico dal 26 aprile 2026 negli spazi del Main Building che accolgono anche la collezione permanente di Arte Povera del museo.
Tutto Boetti 1966 -1993 raccoglie intorno a sé circa 30 opere di Alighiero Boetti (1940-1994). Lavori che fanno parte di un nucleo legato alla collezione permanente del museo, a cominciare dai primi lavori di Boetti, risalenti agli anni Sessanta, fino ai prestiti provenienti dagli eredi Boetti e da una collezione privata di prima importanza.
«Il nucleo storico di opere di Alighiero Boetti qui presentato, riunito grazie all’importante rapporto che abbiamo maturato nel corso degli anni con Gianfranco Benedetti della Galleria Christian Stein, permette oggi una piena valutazione critica di un momento fondativo nella carriera dell’artista e nella storia del movimento dell’Arte Povera. Siamo inoltre molto lieti della collaborazione con la Fondazione Alighiero e Boetti per il simposio e con tutti quanti hanno reso possibili prestiti di grande rilievo, contribuendo in modo significativo alla completezza del progetto», hanno dichiarato Nancy Olnick e Giorgio Spanu.
Il titolo della mostra suggerisce l’idea di una lunga panoramica attorno al lavoro dell’artista nell’arco di quasi trent’anni di attività. Allo stesso tempo, richiama in modo diretto la nota serie dei Tutto: grandi opere tessili avviate dagli anni Ottanta, caratterizzate dall’intreccio fitto di immagini e segni.
Il percorso espositivo si basa su una selezione straordinaria di opere del primo Boetti, datate al 1966. Alcune di essere furono presentate nella storica prima mostra personale dell’artista alla Galleria Christian Stein di Torino nel 1967. Tra le opere presenti a Cold Spring, spiccano alcune di dimensioni monumentali come Mazzo di tubi (1966), Da mille a mille (1975), Insicuro Noncurante (1975-76) e il grande kilim Alternando da uno a cento e viceversa (1993).
La mostra, aperta al pubblico fino al 26 aprile 2028, sarà accompagnata da un catalogo, curato dal Prof. Francesco Guzzetti e corredato da schede dedicate a ciascuna opera che potranno essere usate come spunto per lo studio di questi lavori e come strumento di lavoro per futuri studiosi.
Riccardo Lo Re
