L’autrice e giudice del Premio Costa Smeralda è a favore dello spazio presente all’interno della Livraria Lello inaugurato a giugno
Dua Lipa si fa sentire non solo con la voce, ma con le parole. Sono quelle dei libri racconti in uno spazio rivolto ai testi censurati o messi al bando. Opere che da oggi hanno trovato una loro collocazione all’interno della Livraria Lello, a Porto, in Portogallo. La Manifesto Library è una collezione permanente nata proprio dalla collaborazione tra la popstar e il Service95 Bookclub, il club di lettura fondato dall’artista britannica di origini kosovaro-albanesi.
La biblioteca è stata costruita attorno a quattro temi: potere, controllo, voce e memoria. Un progetto nato, secondo gli obiettivi di Dua Lipa, come un rifugio per i volumi scomparsi e per gli autori che sfidano le strutture di dominio. «Un santuario per i libri che sono scomparsi, per gli autori il cui coraggio mette a nudo le strutture di potere e di controllo e per i lettori che si rifiutano di farsi dire quali libri hanno il permesso di leggere», afferma l’artista.
C’è chi ritiene che questo sia in verità una contraddizione, considerando la fama della Livraria Lello. Uno spazio frequentato da turisti e dagli amanti della letteratura. Non è dello stesso avviso Chiara Valerio, giudice del Premio Costa Smeralda e autrice per Sellerio di Chi dice e chi tace e La fila alle poste. Secondo la scrittrice è «un modo eccellente per far conoscere il progetto. Peraltro, i libri proibiti sono sempre stati un’attrazione. Sia spicciola, qualcuno che ti dice “questo non puoi leggerlo!”, e lo ripone nello scaffale più alto della libreria dove poi tu ti arrampicherai a prenderlo, sia istituzionalizzata, con l’Inquisizione», afferma a Novella 2000.
Oltre a queste quattro parole Chiara Valerio aggiungerebbe anche quella dedicata alla conoscenza. E, dal momento che sono assenti dei titolo italiani, sceglierebbe di mettere all’interno della lista dei libri I promessi sposi di Manzoni, Aracoeli di Elsa Morante e Caro Michele di Natalia Ginzburg.
Riccardo Lo Re
