L’evento si terrà il 6 ottobre in occasione del progetto nato dalla Città di Torino in collaborazione del Salone Internazionale del Libro di Torino
«Siamo un Paese che si crede morto, ma pensa ancora». Sono queste le parole Marcello Fois in un’intervista rilasciata per il Corriere della Sera. Domenica 6 ottobre sarà tra i protagonisti Portici di Carta, progetto della Città di Torino e del Salone Internazionale del Libro di Torino. La manifestazione ha raggiunto la maggiore età. Per il suo 18esimo compleanno ha scelto di propone al pubblico un nuovo percorso a tappe con al centro come sempre i libri e i suoi grandi incontri. Tutto ciò avverrà nel centro di Torino, la città del dialogo, del dibattito e della sperimentazione. Sarà dunque un itinerario che entrerà nel cuore del capoluogo piemontese. Un viaggio che parte da piazza Vittorio Veneto, si snoda lungo il lato nord di via Po, arriva in piazza Castello e prosegue in via Pietro Micca, con un breve tratto in via Roma.
Il programma è davvero ricco e variegato visti gli appuntamenti previsti nella giornata del 5 e 6 ottobre. Incontri, dialoghi, celebrazioni editoriali, dediche autoriali, passeggiate, laboratori per bambine e bambini, azioni artistiche, letture ad alta voce. Come ogni sua edizione ci sarà una dedica speciale a una personalità significativa del mondo letterario. Portici di Carta, quest’anno, ha scelto di omaggiare lo scrittore e giornalista Sergio Atzeni (1952-1995), a
trent’anni dalla sua morte con un incontro con autori di spicco: Paola Mazzarelli, Gigliola Sulis e, per l’appunto, Marcello Fois. Da Torino, dove si era trasferito, Atzeni è riuscito a mantenere vivo il ricordo della sua terra natale con romanzi che, anche a distanza di anni, continuano a essere apprezzati dai lettori come Passavamo sulla terra leggeri, Il figlio di Bakunìn e Bellas mariposas, che nel tempo sono diventati film di successo.
Nella giornata del 5 ottobre lo scrittore sardo, nonché giudice del Premio Costa Smeralda, presenterà il suo ultimo libro Immensa distrazione (Einaudi), intervistato da Gabriele Di Fronzo.
Riccardo Lo Re
