La docente e saggista si presenta a Porto Cervo on Il canto delle sirene, edito da Castelvecchi
Nel tempo il Premio Costa Smeralda si è affermato come un punto di riferimento autentico per le voci contemporanee. Uno spazio dove le riflessioni vengono impresse sulle pagine dei libri più interessanti del panorama editoriale italiano. Il 18 aprile al Conference Center di Porto Cervo si terrà la cerimonia pubblica di premiazione promossa dal Consorzio Costa Smeralda e sponsorizzata da Smeralda Holding. Uno degli appuntamenti più attesi della stagione in Sardegna capaci di tenere insieme cultura e promozione del territorio.
Tra i libri selezionati nella categoria saggistica – sezione accuratamente selezionata dalla giuria presieduta da Stefano Salis – troviamo Adriana Cavarero con Il canto delle sirene (Castelvecchi). Un libro con una sua profondità che affronta con originalità le rappresentazioni di questi esseri mitologici.
Filosofa italiana e docente emerita all’Università di Verona, Adriana Cavarero è tra le voci più autorevoli del pensiero femminista contemporaneo. Attraverso i suoi saggi ha approfondito temi come identità personale, narrazione, vulnerabilità e violenza, spesso dialogando con il pensiero di Hannah Arendt. Tra le sue opere più conosciute spiccano Tu che mi guardi, tu che mi racconti. Filosofia della narrazione (1997, Feltrinelli), dedicato alla dimensione narrativa dell’identità, A più voci. Filosofia dell’espressione vocale (2003, Feltrinelli) e Orrorismo, ovvero della violenza sull’inerme (2007, Feltrinelli), tradotto in numerose lingue. Il suo lavoro ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo della filosofia politica contemporanea e degli studi di genere, ponendo al centro la singolarità della persona e il valore etico della relazione tra esseri umani.
Di recente ha pubblicato Il canto delle sirene (Castelvecchi), saggio che scardina il mito trasformando le leggendarie seduttrici in icone di libertà: donne che riconquistando la propria voce cantano, finalmente, solo per se stesse, libere dallo sguardo maschile.
Riccardo Lo Re
