Lo scrittore si aggiudica il riconoscimento letterario dopo essere entrato nella terna finalista del Premio Costa Smeralda 2026.
Dario Ferrari conquista il Premio Stresa di Narrativa 2026 con L’idiota di famiglia, pubblicato da Sellerio. Un ulteriore riconoscimento che aggiunge ulteriore lustro all’autore capace di attirare l’attenzione di diverse giurie letterarie.
La proclamazione è avvenuta all’Hotel Regina Palace di Stresa. Una cerimonia andata in scena con lo spoglio dei voti della giuria dei lettori insieme a quelli dei critici. In lizza per il premio anche un’altra autrice che il Premio Costa Smeralda conosce bene: Valeria Parrella con “La ragazzina” (Feltrinelli). Insieme a lei Mattia Insolia con “La vita giovane” (Mondadori), Michela Marzano con “Qualcosa che brilla” (Rizzoli),e Gigi Riva con “C’era l’amore a Sarajevo” (Mondadori).
Il successo di Ferrari arriva dopo il trionfo di Antonio Albanese che aveva vinto lo scorso anno grazie al libro La strada giovane. Un traguardo che si inserisce in una stagione particolarmente significativa per il libro, che era stato selezionato anche tra i tre finalisti della sezione Narrativa del Premio Costa Smeralda 2026, insieme a Il custode di Niccolò Ammaniti e Cuore capovolto di Paola Barbato.
Dario Ferrari, nato a Viareggio nel 1982, ha conseguito il dottorato di ricerca a Pisa affiancando alla scrittura il lavoro di traduttore e l’insegnamento della storia e della filosofia a Roma. Con L’idiota di famiglia l’autore aveva in precedenza convinto la giuria del Premio Costa Smeralda con un’opera polifonica e satirica in cui la vicenda di Igor – traduttore americanista in perenne conflitto con il padre vetero-comunista – diventa la metafora di un secolo, intrecciando i destini personali alla storia del ‘900, dal crollo del Muro di Berlino all’ascesa di Berlusconi. Il premio è stato assegnato dalla la giuria dei lettori e dei critici composta da Monica Acito, Piero Bianucci, Giosuè Calaciura, Emmanuelle de Villepin e Orlando Perera
Allo stesso tempo gli organizzatori hanno consegnato delle targhe speciali per ricordare il fondatore e primo vincitore del Premio Stresa Gianfranco Lazzaro. Il riconoscimento quest’anno è stato attribuito a Il vestito di mia madre, Stotria di Teresa Mattei, antifascista di Sara Rattaro edito da Piemm. Due targhe speciali della giuria a “L’uomo del lunedì” di Gian Piero Amandola, edito da Neos edizioni, e a “L’uragano di pietra” di Mario Casella edito da Gabriele Capelli Editore – Medrisio. Quella per l’editoria locale è andata a “Sul filo di un attimo” di Luciana Pietraccini.
Riccardo Lo Re
