A stabilirlo è lo studio dell’ufficio studi AIE sulla base dei dati NielsenIQ BookData. Il vincitore del Premio Costa Smeralda Niccolò Ammaniti nella top 10
Non è soltanto la giuria del Premio ad aver riconosciuto il valore del lavoro di Niccolò Ammaniti. A confermare il successo del libro sono anche i numeri, inequivocabili: Il custode figura infatti tra i titoli più letti del primo semestre del 2026. Un risultato che rafforza ulteriormente il legame di fiducia tra i lettori e il vincitore del Premio Costa Smeralda 2026 per la sezione narrativa.
A certificare tutto questo è lo studio dell’ufficio studi AIE sulla base di dati NielsenIQ BookData. L’analisi è stata presentata al Salone Internazionale del Libro di Torino nell’incontro Dove sta andando il mercato del libro nel 2026? – Come cambiano i consumi e la domanda del pubblico. Insieme al presidente di AIE Innocenzo Cipolletta, sono intervenuti con la moderazione di Sabina Minardi (L’Espresso) i presidenti dei gruppi di AIE Lorenzo Armando (Piccoli editori), Renata Gorgani (Editoria di varia), Maurizio Messina (Accademico Professionale) e Giorgio Riva (Educativo).
Nel corso dell’incontro sono state illustrate anche le principali tendenze del mercato editoriale che mostrano degli effetti positivi del bonus biblioteche, soprattutto nel Sud Italia. L’incentivo ha consentito una crescita delle vendite nelle librerie indipendenti e tra gli editori più piccoli: se infatti l’aumento complessivo è del 3,8 per cento, nel Sud l’incremento è del 9 per cento. Bene anche la cifra delle librerie indipendenti (11,3 per cento) e gli editori fuori dai gruppi (4,1 per cento). Due indicatori positivi nell’economia del libro.
I dati
Nel 2025 il mercato italiano dell’editoria ha registrato una contrazione del 2,2 per cento, fermandosi a 1,483 miliardi di euro di vendite complessive 32,7 milioni in meno rispetto all’anno precedente). Anche il comparto dell’editoria scolastica adozionale ha segnato un calo del 2,2 per cento, con un fatturato sceso a 773 milioni di euro (17,2 milioni in meno sul 2024). Ancora più marcata la flessione dell’editoria universitaria, che ha perso il 7,6 per cento attestandosi intorno ai 140,8 milioni di euro (11,7 milioni in meno rispetto all’anno precedente).
A livello di generi, nei quattro mesi sono i fumetti a crescere più di tutti (14 per cento), seguiti da narrativa straniera (9,4 per cento), bambini e ragazzi (9 per cento), narrativa italiana (7,2 per cento). All’opposto tutta la non fiction: la manualistica pratica perde il 6,2 per cento, la saggistica generale l’1 per cento, la saggistica specialistica lo 0,4 per cento.
«I dati che presentiamo oggi ci dicono inoltre – continua Cipolletta – che cresce la narrativa, soprattutto quella di svago, mentre la non fiction continua a perdere terreno: rispetto al 2019 siamo a meno 11%, peggio ancora fa il settore universitario (-7,6% nel 2025 rispetto al 2024). Negli atenei si sta diffondendo un sapere fragile, costruito attraverso lo studio di compendi, dispense e riassunti generati con l’IA. Pensiamo che il Paese debba rimettere al centro il diritto d’autore, una divulgazione del sapere su basi trasparenti e fonti verificate, un modello di approfondimento e analisi della realtà basata sui libri».
Riccardo Lo Re
