La scrittrice è nella terzina dei finalisti con il Cuore capovolto, edito da Neri Pozza
Si preannuncia una ricca edizione quella del Premio Costa Smeralda. Un appuntamento legato alla lettura, alla cultura e alle tradizioni di una terra millenaria come la Sardegna. Ogni anno è un viaggio attraverso le storie più interessanti del panorama letterario moderno. Un racconto che passa per le parole scritte dagli autori selezionati per l’occasione da una giuria di appassionati di libri, guidati da Stefano Salis.
Nella terna dei finalisti della narrativa figurano autori la cui carriera è capace di riflettere e raccontare una precisa visione del mondo culturale. È il caso di Paola Barbato, scrittrice e sceneggiatrice italiana, conosciuta soprattutto per il suo lavoro nel fumetto e nella narrativa thriller e horror. Per gli appassionati delle classiche vignette italiane, bisogna infatti sapere che dal 1999 è una delle principali autrici della serie Dylan Dog, incentrata sul noto personaggio creato dal celebre Tiziano Sclavi. Ha scritto numerose storie pubblicate da Sergio Bonelli Editore. Racconti che hanno permesso al lettore di immergersi nei turbamenti più profondi dell’indagatore dell’incubo.
Per quanto riguarda invece l’ambito narrativo ha scritto romanzi di grande successo come Bilico (2006, Rizzoli), Mani nude (2008, Rizzoli) – con il quale ha vinto il Premio Scerbanenco per il miglior noir italiano – e Il filo rosso (2010, Rizzoli). Con il noir Cuore capovolto (Neri Pozza), finalista del Premio Costa Smeralda, sceglie di trasportare il lettore negli abissi della mente di un esperto informatico della Polizia giudiziaria. Le sue opere, del resto, spiccano per una forte tensione narrativa, atmosfere oscure e un’intensa attenzione alla dimensione psicologica dei personaggi. Nei suoi libri indaga spesso le zone d’ombra dell’identità e della violenza, costruendo storie di suspense che esplorano paure profonde e dinamiche estreme della mente umana. Nel caso specifico di questo racconto il protagonista dovrà affrontare i propri demoni, sospeso tra il dovere della caccia e il terrore di rispecchiarsi nel male che combatte.
Riccardo Lo Re
