Lo scrittore, Premio Strega con Come Dio comanda, è tra i finalisti nella sezione narrativa con Il Custode
A pochi giorni dalla cerimonia del Premio Costa Smeralda, è arrivato il momento di conoscere i protagonisti di questa edizione. Autori di assoluta caratura che in passato hanno saputo trasferire tutto il loro talento stilistico nelle parole che insieme hanno formato alcuni dei racconti più interessanti della letteratura moderna.
Tra questi, c’è senza dubbio Niccolò Ammaniti è uno dei più importanti scrittori e sceneggiatori italiani contemporanei. Ha esordito con Branchie (1994, Ediesse) e con la raccolta di racconti Fango (1996, Mondadori), ma l’occasione per farsi conoscere è con con Io non ho paura (2001, Einaudi), divenuto bestseller. Il romanzo tradotto in numerose lingue e vincitore del Premio Viareggio, è stato poi tradotto in un film straordinario, diretto da Gabriele Salvatores. Nel 2007 ha vinto il Premio Strega con Come Dio comanda (2006, Mondadori), anche questo riadattato per il cinema sempre dal regista Premio Oscar (Mediterreano) e con protagonista Filippo Timi.
Tra le sue opere più conosciute citiamo anche Ti prendo e ti porto via (1999, Mondadori), Che la festa cominci (2009, Einaudi) e Io e te (2010, Einaudi), trasposto sul grande schermo dal regista Bernardo Bertolucci in quello che è stato il suo ultimo film. Anna (2015, Einaudi), romanzo distopico tradotto e letto in tutto il mondo, è diventata anche una serie televisiva, prodotta da Sky. Niccolò Ammaniti ha saputo dunque utilizzare qualunque tipo di linguaggio per alimentare il suo stile e le sue storie. Una narrativa che combina insieme realismo, tensione emotiva e atmosfere visionarie, e che si concentra su temi profondi come il passaggio dall’infanzia all’età adulta e le contraddizioni della società contemporanea.
Riccardo Lo Re
