Lo scrittore con La vita che brucia è tra i contendenti del premio nella sezione saggistica
Ultimi giri d’orologio prima del verdetto al Premio Costa Smeralda 2026: a Porto Cervo è ormai tutto pronto per l’inizio della cerimonia. Un evento, organizzato dal Consorzio Costa Smeralda e sponsorizzato da Smeralda Holding, che avrà luogo nell’iconica cornice del Conference Center sabato 16 aprile.
In quell’occasione saranno svelati i nomi dei vincitori delle sezioni narrativa e saggistica, accompagnati dai tre riconoscimenti – il Premio Internazionale, Speciale e Cultura del Mediterrano – assegnati a tre figure di spicco come Javier Cercas, Giuseppe Lai ed Emilio Isgrò.
Nell’ingannare l’attesa andiamo a scoprire gli ultimi autori selezionati dalla giuria guidata da Stefano Salis. Nel campo della saggistica troviamo Edoardo Camurri, che ha saputo convincere i giudici con il suo ultimo libro La vita che brucia. Giornalista, autore e conduttore televisivo italiano, è una figura in prima linea nella divulgazione culturale. Ha creato e condotto programmi televisivi dedicati alla letteratura e al pensiero come Alla scoperta del ramo d’oro (su Rai 5) e Provincia capitale (su Rai Cultura). Una collaborazione duratura che passa dalla varie emittenti come RAI fino a importanti quotidiani e riviste culturali italiane. Nel corso della sua carriera ha realizzato libri e saggi che intrecciano racconto autobiografico, riflessione filosofica e curiosità intellettuale. Il tutto usando uno stile brillante e ironico. Le opera di Camurri si trovano infatti in un confine sottile tra giornalismo culturale e divulgazione. Una scelta che ha uno scopo ben preciso che è di rendere accessibili temi complessi della letteratura, dell’antropologia e della filosofia a un pubblico più ampio. L’ultimo libro, La vita che brucia, offre ai lettori delle riflessioni profonde su una delle più grandi e antiche contraddizioni dell’umano: la sofferenza. Una ricerca di risposte e diun senso raccolta in un percorso originale e fuori dagli schemi dove Camurri trasforma il dolore dell’anima in un’occasione di risveglio, invitandoci a non fuggire dall’ansia ma ad abitarla con lo stupore di un poeta.
Riccardo Lo Re
