Premio Costa Smeralda, ecco i tre vincitori del 2019

Le acque del nord di Ian McGuire per la sezione Narrativa, Destino Mediterraneo di Mimmo Nunnari per la sezione Saggistica e il progetto “Seabin” di Lifegate per la sezione Innovazione blu: sono questi i vincitori della seconda edizione del Premio Costa Smeralda, il concorso letterario del 2019 che si candida a essere una delle cose assolutamente da vedere in Costa Smeralda e la cui premiazione è in programma a Porto Cervo il 27 aprile, con ingresso libero dalle 16.30 al Cervo Tennis Club.

Un romanzo storico ambientato nella Groenlandia dell’Ottocento, un saggio sulla storia millenaria dei commerci e degli intrecci umani del Mare Nostrum e un’idea innovativa per la protezione dei mari dall’inquinamento: la giuria – composta da Alberto Luca Recchi, Simone Perotti, Roberto Cotroneo e Francesca Santoro, più quella dei Consorziati e, per i progetti, da MedSea Foundation – ha dunque voluto premiare, tra le decine di opere in gara, l’essenza della Costa Smeralda, destinazione nata nel cuore del Mediterraneo grazie alla visione di investitori diversi per nazionalità, confessione religiosa, attività imprenditoriale ma accomunati dal forte desiderio di creare un investimento rispettoso della natura, come poi è stato ed è ancora oggi.

Una filosofia, quella del Consorzio Costa Smeralda e del Premio che ha ideato, ben illustrata dallo scrittore Simone Perotti: “I tre vincitori del Premio Costa Smeralda 2019 ci conducono dai porti, alle baleniere atlantiche, al Mediterraneo profondo. Ed è un viaggio ricco e articolato, che merita attenzione. Tra le pagine di Le acque del nord tremiamo per il minaccioso Henry Drax. Con Destino mediterraneo viaggiamo nella geopolitica e nella cultura millenaria del “Sesto Continente. Con Seabin, progetto di sea-cleaning, constatiamo le possibilità che l’ideazione e la tecnologia, se applicati alla maggiore emergenza planetaria, offrono alla salvaguardia del mare, partendo proprio dal centro simbolico e reale della vita nautica: i porti. Tre contributi di valore, capaci di emozionare, informare, mantenere viva la speranza”.

Tre opere che parlano del mare

Le acque del Nord (Einaudi) racconta la storia di Patrick Sumner, un giovane medico che ha servito nell’esercito inglese durante l’assedio di Delhi. Nel suo passato militare c’è un evento oscuro che l’ha costretto alle dimissioni e il cui ricordo lo perseguita. Rimasto senza un soldo e in fuga dai propri fantasmi, decide di imbarcarsi come chirurgo di bordo su una nave baleniera, la Volunteer. Nel nord della baia di Baffin, tra il Canada e la Groenlandia, c’è una polinia (una zona di mare artico dal microclima particolare dove si concentrano le balene) nota come North Water: è qui che è indirizzata la Volunteer, ed è qui che il suo equipaggio scoprirà cos’è l’inferno.

In Destino Mediterraneo (Rubettino), Nunnari racconta il Grande Mare delle tre religioni monoteiste, degli scambi, dei commerci, delle bellezze del paesaggio e della natura, dei misteri, delle leggende, delle scorrerie piratesche e delle migrazioni bibliche. Riflette a lungo sull’Italia, che nel Mediterraneo è interamente immersa, col suo Sud, avanguardia occidentale verso Medioriente e Africa del Nord, e ponte di collegamento dell’Europa.

LifeGate PlasticLess è il progetto di LifeGate, nato l’8 giugno 2018 in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, volto a ridurre la plastica nei nostri mari grazie ad un’ampia rete di collaborazioni che include porti, istituzioni pubbliche, aziende, associazioni e persone. Il progetto intende dare una risposta concreta al problema dell’inquinamento da plastica nei mari, adottando il dispositivo Seabin da installare nei porti. Si tratta di un cestino di raccolta dei rifiuti galleggianti in grado di catturare circa 1,5 kg di detriti al giorno, ovvero oltre 500 Kg di rifiuti all’anno (a seconda del meteo e dei volumi dei detriti), comprese le microplastiche da 5 a 2 mm di diametro e le microfibre da 0,3 mm.

Un premio all’impegno ecologico

Non può esserci Costa Smeralda senza confronto tra popoli, tra idee diverse. Non può esserci Costa Smeralda senza azioni a difesa dell’ambiente. Questo hanno voluto i Soci Fondatori, il 14 marzo 1962, e questo impegno continua a essere declinato ogni giorno. Il Premio Costa Smeralda è dentro questa visione, e la porta all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale e internazionale, con una particolare attenzione alla Generazione Z e a quella dei Millennials, quelle già molto impegnate nella difesa dell’ambiente. Non è un caso che il tema del Premio sia il mare: dalla letteratura alle nuove tecnologie, tutto serve per aiutarlo e proteggerlo. Una resistenza ambientale, per usare le parole di Beatrice Luzzi, direttrice artistica del Premio voluto dal Consorzio Costa Smeralda.

Un compito che per questa seconda edizione avrà un testimonial di altissimo valore: Piero Angela. Lo straordinario divulgatore italiano ci dà una spiegazione chiarissima dell’importanza del mare: “In ogni goccia del mare c’è il nostro passato e il nostro futuro. Miliardi di anni fa queste gocce hanno attraversato il cosmo imprigionate in asteroidi e comete. Poi sono state le incubatrici della vita. Oggi il mare (che fornisce gran parte dell’ossigeno che respiriamo) è il più grande museo vivente di forme meravigliose ed il più grande museo archeologico, pieno di oggetti preziosi, tesori d’arte, statue e capolavori. Ma il mare è anche un grande regolatore del clima, una gigantesca pentola che si sta pericolosamente riscaldando. Se non diminuiremo l’aumento della temperatura dell’atmosfera il mare potrà essere causa di cataclismi epocali. Noi non vediamo quello che sta succedendo e non ci pensiamo, ma al mare dovremmo rivolgere lo sguardo più spesso, con più attenzione e con più amore. Qualunque iniziativa che lo porta al centro della nostra attenzione offre uno spunto prezioso alla nostra riflessione e un aiuto al nostro futuro”.

La Sardegna al centro di tutto

Nulla è stato lasciato al caso L’allestimento della Sala Smeralda, dove avverrà la premiazione, è stato curato dall’artista Giorgia Concato e sarà ispirato non solo alle lettere degli antichi alfabeti del Mediterraneo ma anche all’intreccio, alla tela di Penelope che attendeva Ulisse sperso nell’ignoto del mare, ai telai, come sentito omaggio anche agli intrecci della grande artista sarda Maria Lai a cui il Premio è quest’anno dedicato in occasione del centesimo anniversario dalla sua nascita. Agli ospiti del premio verranno inoltre offerti manufatti capaci di interpretare tutti i significati di questa esperienza: le bottiglie (esposte attualmente alla Triennale di Milano), intrecciate tradizionalmente con il giunco dalle mani esperte delle artigiane di San Vero Milis coinvolte nel progetto “Is Fainas co-op” promosso dalla Fondazione MEDSEA, ma anche i tipici cestini sardi sapientemente riproposti da Angela Boeddu con una tecnica moderna: riciclando la carta.

Studenti e Kennedy protagonisti

La giornata finale del Premio, assolutamente una delle cose da vedere in Costa Smeralda, sarà arricchita anche da altri eventi. Ci sarà la premiazione del concorso letterario “Un mare da leggere”, con protagonisti gli studenti. Il giornalista Stefano Salis decreterà il componimento più convincente e suggestivo, con protagonista il mare, fra quelli elaborati tra i 125 alunni delle terze medie delle scuole di Arzachena e di Abbiadori, già impegnati nell’iniziativa Adotta una spiaggia. Una menzione Speciale sarà assegnata a Ida Castiglioni, donna straordinaria, scrittrice di mare e velista impareggiabile, prima italiana ad aver attraversato l’Atlantico in solitaria. Un momento molto importante sarà quello con Maxwell Kennedy: il figlio di Robert presenterà il suo libro Sea Change. Il commento riassuntivo spetta al presidente del Consorzio Costa Smeralda, Renzo Persico: “I nostri sforzi sono sempre volti a proseguire e perseguire l’intuizione originaria con la quale il Consorzio nacque: un complesso turistico integrato principalmente volto alla sostenibilità ambientale e paesaggistica”.

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