Tutti i principali riconoscimenti consegnati nel corso dell’evento andato in scena al Conference Center di Porto Cervo
La metafora perfetta per descrivere il piacere della lettura è quella del viaggio: una lunga avventura tra le pagine che come onde ci potando a scoprire delle storie straordinarie. È ciò che accade ogni anno con il Premio Costa Smeralda, che a breve svelerà i prossimi protagonisti di questa stagione a Porto Cervo: i finalisti nelle sezioni saggistica e narrativa; e i riconoscimenti speciali rivolti a personalità di rilievo.
Prima di conoscere i nomi – la presentazione si terrà il 19 marzo a Milano – facciamo un ultimo salto nel tempo per ripercorrere l’edizione 2025 del Premio attraverso alcune delle storie più significative del nostro presente.
Tornando infatti al tema del viaggio, il miglior viandante della letteratura è Björn Larsson, che si è portato a casa il Premio Internazionale. È uno scrittore prezioso, fanno sapere i giudici. «Perché è curioso. È curioso dell’umanità, delle sue storture, del tempo che passa e che non torna. Della magia delle parole. E perché si viaggia per mare e per terra, da sognatori e da pendolari, da lettori e da osservatori dell’animo umano». L’opera che lo ha reso celebre in Italia è “La vera storia del pirata John Silver” (1998). «Un’affettuosa e accurata ricostruzione» delle vicende di uno dei protagonisti dell’Isola del tesoro, il testo di Robert Louis Stevenson che ha accompagnato generazioni di lettori. «Con Larsson si riscopre il piacere della lettura, della divagazione, della riflessione. I suoi libri, tutti insieme e presi uno per l’altro, sono diari di bordo di un saggio capitano che ha trovato nel mare della letteratura porti sicuri e venti propizi, sa sfruttare il vento ed evitare le tempeste».
Il Premio Cultura del Mediterraneo è stato invece assegnato ad Adrian Paci, celebre artista che spicca per opere di pregevole fattura come la recente installazione video «The Bell Tolls Upon The Waves» nel sotterraneo della galleria Cukrarna. «La leggenda della campana rubata dagli ottomani e perduta nel mare è un’occasione per ricordarci che il Mare Mediterraneo unisce storie e destini, affratella popoli, provoca scambi ma genera anche guerre, invasioni, atti ostili». La campana, proseguono i giudici, «è metafora, fantasma di chi in mare, nei secoli, ed ora, e qui, trova esilio, perde vita, ripone speranza, cerca riscatto, magari trova futuro». In questo caso siamo noi a dover decifrare il messaggio nei rintocchi della sua arte. «Adrian Paci ci manda segnali di vita. Speranza. La forza di un artista che sa da sempre che la campana suona per noi».
Il premio speciale è andato invece a Giorgio Spanu, che insieme a Nancy Olnick ha fondato il Magazzino Italia Art di Cold Spring, a un’ora da New York. «La loro forza non è quella di proporre un movimento artistico come l’Arte Povera, di cui sono alfieri e conoscitori, o l’arte del vetro che fu la loro prima scoperta o di proporre altri artisti e studi», ha scritto la giuria. «Il loro messaggio è quello di credere nell’arte e nella sua potenza rivelatrice, di far vedere a tutti quali bellezze e pensieri questi artisti sappiano portare nella nostra vita».
Riccardo Lo Re
