Progetto ISWEC

Lo scafo ‘ISWEC’ del Politecnico di Torino, che sfrutta il principio della trottola per produrre energia dalle onde, l’orto sottomarino di Ocean Reef, metodo alternativo all’agricoltura standard, e il laboratorio delle alghe in grado di sostituire la plastica monouso, che ora dopo ora sta soffocando il nostro mare: sono i progetti vincitori della sezione “Innovazione blu” del Premio Costa Smeralda.

Eppure “perché un Paese con 8mila km di costa non produce almeno 50-60 idee innovative l’anno?”, si chiede Alessio Satta, Presidente della Fondazione MedSea e membro della Giuria del Premio promosso nei giorni scorsi dal Consorzio Costa Smeralda, in collaborazione con Castalia, nell’ambito delle azioni avviate dal “One Ocean Forum” .

Trasformare l’energia del mare in elettricità: l’idea non è nuova, ma è ancora poco sfruttata. “Il mare offre molte opportunità, le prospettive sono altissime e in Italia siamo indietro nella ricerca, anzi agli albori, ma è sempre necessario il rispetto per il delicato ecosistema marino”, sottolinea Satta.

Motivazione

“Wave for Energy ha sviluppato un dispositivo per la produzione di energia dalle onde del mare battezzato “ISWEC” (Inertial Sea Wave Energy Converter) che risponde in modo intelligente e innovativo all’esigenza di sfruttare l’energia del moto ondoso, una delle fonti di energie rinnovabili più interessanti disponibili sul nostro pianeta.
ISWEC utilizza in maniera innovativa un sistema giroscopico di conversione dell’energia da moto ondoso la cui peculiarità risiede nel fatto che il convertitore non presenta parti meccaniche in moto immerse in acqua. Il sistema principale di conversione dell’energia quindi è completamente protetto dallo scafo, permettendo così di operare in condizioni di ridotta manutenzione ed elevata affidabilità
e con ridotto inquinamento acustico.
La tecnologa ISWEC, che si presenta come una piccola imbarcazione, presenta inoltre un impatto ambientale e paesaggistico molto ridotto in quanto le installazioni possono essere poste a distanza sufficiente dalla costa in modo da azzerare l’impatto visivo per l’uomo.”

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