Moda, sostenibilità, arte e cinema raccolte nei riconoscimenti assegnati tre anni fa al Conference center
Il Premio Costa Smeralda è sempre stato un momento per celebrare la cultura in tutta la sua forza. La lettura è certamente un elemento centrale di questo appuntamento. Un evento che ha saputo arricchire ulteriormente Porto Cervo, località che può vantare una storia prestigiosa e un patrimonio naturale invidiabile. Oltre a raccontare il presente – attraverso le terzine finaliste nelle categorie narrativa e saggistica – la manifestazione ha sempre dimostrato la capacità di osservare la cultura da prospettive diverse, valorizzando i percorsi e i traguardi raggiunti da personalità di assoluto prestigio nel panorama culturale.
Un esempio è il Premio internazionale assegnato a Emmanuel Carrère, considerato dalla giuria un «profondo indagatore dell’animo umano». Lo scrittore in quell’occasione ha pubblicato V13, una ricostruzione dettagliata dell’iter processuale legato dagli attentati del 13 novembre 2015 al Bataclan di Parigi, dove persero la vita 130 persone. Con i suoi lavori «ha restituito, alla letteratura la dignità e la funzione che le compete. E cioè quella di rivelare, con la magia della scrittura, con la consapevolezza dell’indagine delle ragioni profonde, con la profondità mai banale del quotidiano e delle azioni che si compiono, cosa si cela all’interno dell’uomo: una radiografia che scruta nei protagonisti delle sue vicende, ma anche, e questa è la sorpresa, in Carrere stesso, ma anche in ciascuno di noi lettori».
Chi ha invece uno sguardo più ampio e rivolto a temi legati a un ambiente sempre più minacciato dalle azioni dell’uomo è Mario Tozzi, ricercatore, scienziato e divulgatore in straordinarie trasmissioni televisive. A lui è andato il Premio cultura del Mediterraneo. Un riconoscimento dovuto dato che, come affermano gli stessi giudici, «ci ha ormai abituati a farci aprire gli occhi con narrazioni nuove su temi che pensiamo di conoscere. Il lavoro di Mario Tozzi è un prezioso aiuto, per tutti i lettori e per tutti i suoi ammiratori, a renderci conto che il mondo che viviamo è un dono prezioso che abbiamo ereditato, che dobbiamo tramandare ma che, prima di tutto, dobbiamo avere la coscienza di preservare e custodire».
Infine, la moda, con i suoi usi e costumi legati al territorio. A rappresentare lo spirito della Sardegna è Antonio Marras, che a Porto Cervo si è guadagnato il Premio speciale. Un riconoscimento naturale per una figura che non ha mai «rinnegato le sue radici in nome della internazionalità, ma di averla usate convintamente per abbattere barriere e stereotipi». Marras non fa passare nemmeno un giorno senza un disegno, una piccola opera, una creazione, afferma la giuria. «E al centro profondo e remoto di queste sue creazioni c’è sempre un fuoco che proviene dalla sua storia, dalla sua Sardegna, dalla sua intatta voglia di comunicarla e renderne in modo nuovo la bellezza e l’unicità. Essere Antonio Marras, oggi, significa portare la Sardegna nel futuro e donarla a tutti».
Riccardo Lo Re
