Valeria Parrella con “La Fortuna” si è portata a casa il premio per la narrativa. Teresa Cremisi con “Cronache dal disordine” si è aggiudicata invece la categoria saggistica
Il viaggio tra le pagine del Premio Costa Smeralda continua. Dopo la tappa del 2022, il percorso si ferma al 2023. Un’altra annata ricca di emozioni per gli amanti della lettura. Un altro grattacapo per la giuria guidata da Stefano Salis, direttore del Domenicale del Sole24Ore. Già, non è mai semplice la fase di selezione delle due terne finaliste (saggistica e narrativa). Ma Lina Bolzoni, Marcello Fois, Elena Loewenthal e Chiara Valerio, sotto la direzione artistica di Stefano Salis, hanno saputo come sempre pescare i libri giusti, celebrati in una serata imperdibile al Conference Center di Porto Cervo.
Per la categoria saggistica sono stati selezionati dei volumi di assoluto prestigio: Teresa Cremisi con “Cronache dal disordine” (La nave di Teseo), Paola Italia con “Gaddabolario” (Carocci editore) e Benedetta Tobagi con “La Resistenza delle donne” (Einaudi). A completare la terna nella sezione dedicata alla narrativa Bruno Arpaia con “Ma tu chi sei” (Guanda), Andrea Canobbio con “La traversata notturna” (La nave di Teseo) e Valeria Parrella con “La Fortuna” (Feltrinelli).
È proprio quest’ultima ad aver convinto la giuria con il suo libro. I giudici sono rimasti colpiti in particolare della scrittura in forma breve. Uno stile che richiese sintesi, compattezza ed efficiacia attraversando «quel territorio fra prosa, poesia e teatro, tra narrativa, lirica e rappresentazione». Solo pochi autori sono stati in grado di riuscirci. E Valeria Parrella è tra questi, capace di «misurare parole, suoni, metri e a metterla al servizio di un’evocazione, di una narrazione», afferma la giuria. «L’ultima opera di Valeria Parrella, La Fortuna, da questo punto di vista, e non solo, è assolutamente emblematico. Premiamo con questo nostro riconoscimento il suo lavoro coerente, e costante nel tempo, sulla parola come unità di misura aurea; il traguardo di aver prodotto una scrittura che, nella sua concentrazione, nella sua stratificazione, ha alzato esponenzialmente il grado di letteratura percepita, senza mai aver dimenticato il piacere della lettura».
Teresa Cremisi è riultata invece la vincitrice del premio per la saggistica. «Un libro avventuroso», che si basa su una rubrica intitolata “Ma tasse de café” che Cremisi tiene settimanalmente dal 2018 su “Le Journal du Dimanche”. portuale”. «Cronache dal disordine è il libro degli scarti, degli eccessi, delle diminuzioni, di ciò che rimane, del fuori scala, del transeunte e di ciò che resta impigliato, dopo le piene, tra i rami degli alberi. Lo sguardo è ironico, comico, colto e profondo, ossimorico. Porta con sé una leggerezza grave o una gravità leggera, una malinconia euforica o una euforia malinconica», concludono i giudici.
Riccardo Lo Re
