Lo ha detto il Premio Internazionale Costa Smeralda in occasione del Festivaletteratura di Mantova
«Vorrei che questo andazzo si concludesse, soprattutto nei Paesi come i nostri che hanno avuto una lunga tradizione democratica che sta crollando come un domino». A suscitare una certa preoccupazione sono le parole di Emmanuel Carrère, intervenuto a Mantova in occasione del Festivaletteratura.
Il fenomeno del voto a destra in Sassonia, il clima di incertezza che si sta vivendo in Europa, sono segnali che stanno creando una certa tensione nel vecchio continente come sostiene il Premio Internazionale Costa Smeralda 2023. «Questo mi fa paura, questa modalità che stanno prendendo delle democrazie che finora hanno trionfato e che sono quello che potevamo pensare di meglio nel mondo, stanno crollando pezzo dopo pezzo. Non è una buona notizia, ma non mi sembra ci siano tante buone notizie su come va il mondo in questo momento», ha dichiarato Emmanuel Carrère all’ANSA.
Secondo lo scrittore «questo è il momento dell’Europa che è condannata ad esistere e questo potrebbe essere un motivo di speranza». Allo stesso tempo, però, gli Stati Europei sono in questo momento «stretti tra la Cina che ci ignora, Trump che ci disprezza e Putin che ci odia. Non è una gran bella situazione».
L’autore si è presentato a Mantova per esporre il suo ultimo libro Kolchoz, edito da Adelphi. Un viaggio attraverso i ricordi della famiglia per ricostruire dei momenti legati alle delle due famiglie da cui discendeva sua madre, quella russa e quella georgiana, e per rendere un sentito omaggio alla figura della madre, la storica e segretaria dell’Académie française Hélène Carrère d’Encausse
Come afferma Carrère, «è una saga familiare che racconta la storia della mia famiglia nel corso di un secolo e tutto questo accade, almeno per la mia famiglia materna, nell’ombra della rivoluzione russa che li ha trascinati nella tormenta della storia. Hanno conosciuto l’esilio, l’emigrazione e anche il discredito per questo».
Riccardo Lo Re
