L’idiota di famiglia è un romanzo multiforme, dove il personale diventa collettivo e la vicenda individuale si fa storia di un intero secolo. Dalla caduta del Muro di Berlino alla discesa in campo di Berlusconi, e poi indietro, fino alle leggendarie Tre Giornate del 1920, quando si sognò di fare il socialismo in Versilia: la vita e le ossessioni di Herr si elevano a rappresentazione del Novecento con i grandi sogni e le delusioni più amare. E poi, accanto alla politica, si erge la letteratura con i suoi giganti Dostoevskij e Cervantes, forse l’unica forza in grado di resistere al decadimento e di trasformare nel profondo la realtà.
Con sarcasmo e tenerezza, tra pagine comiche e passaggi commoventi, Ferrari affronta il rapporto tra padri e figli, le incomprensioni, i conflitti, gli affetti, osservandoli nel momento più difficile: quello in cui i ruoli si capovolgono. E per farlo ci trascina nelle esilaranti storture del mondo culturale, raccontandoci il disagio di una generazione un po’ sgangherata in un romanzo stratificato che è a un tempo satira, romanzo politico e ritratto familiare.
