L’annuncio è arrivato nel corso della presentazione del catalogo della mostra Canto Napoli edito da Treccani
«Credo che fare un dono a Capodimonte significa restituire a Napoli una bassissima percentuale di ciò che ha dato al nostro paese. Non tutti se ne rendono conto». Le parole sono del Maestro Emilio Isgrò che ha approfittato della presentazione del catalogo della mostra «Canto Napoli» per un annuncio che ha fatto sicuramente piacere alla comunità campana. L’autore ha scelto di donare la quattro sue opere al Museo e Real Bosco di Capodimonte. Una decisione che rende eterno il suo legame con la città di Napoli.
Alla presentazione hanno partecipato anche Massimo Bray, Direttore Generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, e alcuni autori del volume: Laura Valente, Stefano Causa, Marco Bazzini. Altri contributi in catalogo sono di Eike Schmidt (La danza delle formiche) Bruno Corà, Michele Bonuomo, Maria Laura Chiacchio, Luciana Berti.
L’artista ha lasciato alla città O sole mio’, una delle celebri canzoni «cancellate» attualmente esposte, insieme a due installazioni realizzate nel 2025: un mandolino e una chitarra, entrambi accostati a una seggiolina, con un leggio e uno spartito musicale. Oltre a queste opere del 2025, il maestro siciliano ha voluto donare anche una sua opera ‘storica’, Telex C91, del 1973 (china su carta intelata montata su telaio in legno in box di plexiglass) in arrivo da Milano.
«Sono felice di aver curato una mostra sinestetica riuscitissima – ha detto il Direttore del museo Eike Schmidt – tanti visitatori infatti canticchiano leggendo le parole delle canzoni napoletane, conoscendo benissimo i versi cancellati. Un successo sono anche le sale della mostra Isgrò, molti artisti contemporanei ci hanno chiesto di esporre in questi spazi al secondo piano che vorremmo restassero sempre una finestra su Napoli».
Riccardo Lo Re
