World Digital Library – il patrimonio dell’Unesco in rete

Dal 2009 è disponibile per tutti una ricca biblioteca digitale. Il World Digital Library è gestito dall’Unesco e dalla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti

I grandi tesori del nostro tempo passano anche per la rete. Ce lo ricorda con un post su Twitter l’Unesco, che sa benissimo della condizione non proprio confortevole dei cittadini di tutto il mondo. L’emergenza costringe molte persone a rimanere temporalmente reclusi nelle proprie abitazioni, alternando la routine con delle attività di cui si era persa, purtroppo, l’abitudine. Quel post non è arrivato a caso, perché l’Unesco è conscio della grossa occasione che ha davanti a sé. In un mondo che va sempre più spedito, la gente in questo momento ha trovato un modo per fermarsi, trovando degli spazi che prima erano inaccessibili. Ora il tempo ci offre una grossa opportunità di esporsi al mondo nella sua interezza, lontano dai meccanismi quotidiani del lavoro (o dello studio).

Entrare in luoghi fisici non è possibile, purtroppo; ma con internet si possono scoprire dei documenti straordinari, grazie a patrimonio digitale gestito dall’Unesco e dalla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti: il World Digital Library. Si tratta di una biblioteca senza muri, finestre, disponibile con un tocco di mouse. Il progetto multimediale nasce ufficialmente nel 2009, quando 32 partner istituzionali hanno deciso di unirsi per realizzare un programma di libero accesso alla cultura del nostro Pianeta. Il World Digital Library dalla sua apertura conteneva circa 1170 file, che potevano essere filtrati in base all’area geografica o a uno specifico arco temporale. In più di 10 anni, questa biblioteca si è ampliata a vista d’occhio, diventando un progetto maestoso che tocca tutta la nostra storia, dal passato (con reperti dell’8000 a.C), fino ad arrivare al presente.

I numeri parlano chiaro: 19 mila file, che vanno da immagini, filmati, libri e documenti ufficiali. Tutti questi sono stati tradotti in sette lingue: arabo, cinese, inglese, francese, portoghese, russo e spagnolo. Un primo passo per diffondere questo patrimonio a tutte le culture. Il World Digital Library nasce infatti per promuovere tutte le forme di conoscenza, dalla scienza all’educazione. Sotto questo aspetto, le biblioteche tradizionali hanno da sempre assunto questo ruolo, diventando il centro culturale per eccellenza di ogni città globale, dalla più piccola comunità alla grande metropoli. L’Unesco ha tuttavia deciso allargare i suoi orizzonti coinvolgendo anche le nuove tecnologie. Senza dubbio internet ha permesso di ridurre il gap nella fase di ricerca delle informazioni, semplificando i processi di apprendimento e di condivisione delle conoscenze. Eppure non tutti i muri sono totalmente abbattuti. Le disuguaglianze e i conflitti sociali non permettono un accesso equo alle informazioni, formando ciò che l’Unesco definisce il Knowledge divide. Questo divario, che si è accentuato ancora di più nel XXI secolo, colpisce in particolar modo i quattro principi che costituiscono la società della conoscenza: la creazione, la conservazione e la condivisione e del sapere. Partendo da questi punti fondamentali, il World Digital Library ha fissato cinque obiettivi: promuovere il sapere di ciascun Paese; espandere varietà dei contenuti culturali in rete; fornire risorse per docenti, studiosi e il pubblico; e sviluppare un sistema che vada a ridurre il divario digitale all’interno e tra i Paesi.    

 

Riccardo Lo Re

Related Posts

Menu