Un muro di librerie

È il progetto dell’artista Jan Is De Man. A Utrecht le facciate delle case si sono trasformate in grandi librerie

Una libreria grande quanto un palazzo esiste davvero, a Utrecht, grazie all’artista Jan Is De Man. È una pura illusione, ma l’effetto che si prova a vedere solo le immagini comparse sul proprio profilo Instagram, lascerebbe chiunque a bocca aperta. Figurarsi guardarlo senza nessun filtro digitale. L’idea dello scaffale, inoltre, conferisce a quell’opera un significato speciale. Tutti, chi più chi meno, in casa ne hanno almeno uno, riempito con volumi di ogni genere e spessore, dai fumetti, saggi, ai libri di narrativa. In moltissimi casi è persino in grado di descrivere la personalità di un individuo, dagli interessi alle passioni. È infatti una vera impresa trovare delle somiglianze grossolane tra una libreria e un’altra. Magari qualche affinità, con qualche best seller in evidenza, ma in un modo o nell’altro l’identità riesce sempre a prevalere. Il bello della letteratura sta proprio in questo, nella sua capacità di allargare i suoi orizzonti e allo stesso tempo puntare verso un determinato pubblico con il suo linguaggio, che non è mai uniforme. Questa ricchezza va a scontrarsi con le mura esterne della casa, che, al di là di alcune eccezioni, deve purtroppo fare i conti con delle scelte estetiche azzardate. Nel lungo periodo il colore sbiadisce, o, semplicemente, non rispecchia i gusti di chi ci abita. Anche questo aspetto può incidere sul benessere della persona e, di conseguenza, sull’intero quartiere.

Un palazzo grigio, che sta perdendo lentamente il suo smalto e il suo fascino, può diventare in verità il telo bianco per un’artista, che, con delle specifiche indicazioni dei cittadini, può davvero portare nuova linfa al territorio. A Utrecht è successo proprio questo. Tra Amsterdamsestraatweg e Mimosastraat, Jan Is De Man ha preso un’abitazione e lo ha trasformato in una libreria a più piani, nel vero senso della parola. Oltre a essere straordinariamente ammaliante, questa installazione è lo specchio di chi risiede dietro quelle mura. È come in quei racconti fantasy in cui, spingendo un mattone, o inserendo una chiave scovata lungo il viaggio, la parete improvvisamente si gira rivelando tutti i segreti nascosti al suo interno. E allora, ecco che la gente, passeggiando lungo la strada di Utrecht, scopre che qualcosa effettivamente è cambiato, che qualcuno, come Jan, ha deciso davvero di premere quel tasto e di rivelare al mondo quel segreto, la diversità. Di questi tempi, è un concetto troppo retorico per essere nominato, ma è stata tradotta con dei codici totalmente sbagliati. Non si deve associare la diversità alla diseguaglianza, ne tantomeno a una condizione di superiorità culturale. Essere diversi può essere un incentivo per crescere e accrescere il proprio sapere. A patto che ci sia inclusione, e una condivisione reciproca di vedute e di valori. La libreria sotto questo aspetto riesce ad accogliere appieno questa visione, mostrandola al pubblico con creatività e buon senso. Jan Is De Man, nel prendere ispirazione dagli inquilini del palazzo, ha raccolto in quel muro quelli che sono i loro racconti preferiti, dal classico Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen e Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry, a quelli più recenti come i libri di Khaled Hosseini. Jan non si è fermato qui. Il suo progetto si è allargato a macchia d’olio in tutta la città di Utrecht, dove i libri cominciano a diffondersi; segno che non solo questa idea funziona, ma è un ottimo mezzo per valorizzare la lettura, che, si spera, torni a essere un’abitudine.

Fonte: janisdeman

Riccardo Lo Re

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