Scuola – dalla crisi nasce una nuova opportunità

Con gli ultimi interventi del Governo, la scuola si sta sempre più avvicinando alla didattica online, grazie alle piattaforme e-learning.

Dietro ogni problema si può trovare un’ottima opportunità. Anche in una situazione straordinaria come quella italiana, colpita in questi giorni dall’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Covid-19. Diversi settori sono in questo momento sospesi, in attesa che vengano varate delle misure alternative. La scuola, da questo punto di vista, si sta mobilitando attraverso delle attività suppletive attivate sia dagli insegnanti che dallo stesso Ministero dell’istruzione. La didattica va di pari passo con l’evoluzione tecnologica, e l’editoria specializzata si sta adeguando a un approccio sempre più orientato al digitale. Le piattaforme e-learning permettono di estendere l’apprendimento scolastico fuori dalle aule scolastiche. Il tutto utilizzando un computer fisso o portatile. Contenuti multimediali e didattica a distanza (con buona pace dei detrattori) possono essere una buona soluzione di fronte a una condizione emergenziale come quella che stiamo vivendo ora. Si tratta, ovviamente, di una fase sperimentale, ma i materiali messi in campo non sono pochi, a cominciare dai programmi. La carta e penna digitale verrà fornita da Microsoft attraverso il pacchetto Office 365, e dalla sezione Classroom realizzata da Google. E i contenuti? In questo momento il MIUR ha stretto un accordo con la Rai e l’istituto Treccani, che offriranno la loro ricca libreria multimediali a disposizione di studenti e professori. Le scuole possono inoltre contare sul lavoro degli editori, che nel tempo stanno offrendo delle versioni digitalizzate dei testi acquistati per l’anno accademico. Il sostegno dell’Associazione Italiana Editori si riscontra anche dai dati: tre docenti su quattro si servono del digitale durante il periodo annate d’insegnamento, segno che il cambiamento didattico è già in corso d’opera.

«Sono oltre due milioni gli oggetti didattici digitali subito attivabili perché presenti nei libri di testo già adottati nelle scuole – afferma il vicepresidente di AIE e presidente del gruppo Educativo Giovanni Bonfanti – Classi virtuali che consentono al docente di dialogare con gli studenti in modo telematico, esercizi e laboratori interattivi, carte navigabili, laboratori di apprendimento cooperativo, video lezioni sono alcune delle modalità innovative di apprendimento disponibili a docenti e studenti».

 

Nonostante ciò, la diffidenza rimane. Questi nuovi oggetti digitali non si possono paragonare a un libro. Vero. Non lo sono per loro stessa natura. I problemi sorgono quando si pensa che questo metodo interattivo e multimediale andrà a sostituire quello classico, a base di tomi e appunti durante le lezioni quotidiane. Un dibattito che nasce dalla distribuzione dei moderni dispositivi elettronici. Con gli e-book si pensava a un drastico sconvolgimento del mercato editoriale, anche se i fatti parlano diversamente. Secondo i dati dell’AIE 2019, il mercato editoriale degli e-book si attesta al 25%, contrariamente a ciò che si riteneva all’inizio. I testi fisici (62%) si confermano invece come i più usati, mentre gli audiolibri si fermano complessivamente al 9%. Ciò che colpisce di questa analisi sono le modalità di lettura che vanno a confermare una lenta, ma evidente, convergenza mediale. Se il 38% rimane fedele al libro, il 26% sono invece lettori di entrambi i supporti. Solo il 3% si serve dell’e-book reader o degli audiolibri. A dimostrazione che “il supporto non determina il testo” e che “il medium non determina il messaggio”¹. L’interfaccia (carta, schermo, o audio) passa dunque in secondo piano, soprattutto se si osservano gli ultimi supporti digitali, che riescono ad emulare la struttura di un libro di testo grazie alla tecnologia e-ink (requisito di mimicità), e, di conseguenza, e a rendere la lettura estremamente fluida e naturale (requisito di autosufficienza). Con l’aggiunta, non per ultima, dell’ipertestualità, grazie al quale i testi vengono messi in relazione tra loro. L’accesso al sapere diventa sempre più semplice e immediato. «Un salto di qualità», usando le parole di Bonfanti, possibile solo se gli studenti riusciranno a prendere «confidenza con questi strumenti», integrando l’uso del libro con le grandi potenzialità innovative del suo fratello elettronico.

Riccardo Lo Re

Note

1.Gino Roncaglia, La quarta rivoluzione, sei lezioni sul futuro del libro, Editori Laterza

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