Il New York Public Library costretto a fermarsi

Le misure adottate dal Governo americano hanno portato al lockdown delle aree pubbliche di tutto il paese. Tra queste, il moderno New York Public Library

Le immagini che immortalano una New York priva di vita è qualcosa di davvero surreale. A guardarlo, sembra che la profezia di Richard Matheson si sia manifestata in quelle strade a griglia, con la sola differenza che di Robert Nevill non si ha notizie da un po’, a giudicare dalle foto. Manhattan deserta non può che farci ragionare sulla centralità delle nostre relazioni sociali. Senza di esse, tutto sembra inesorabilmente spegnersi, lasciando alcune piccole tracce, dalle costruzioni moderne ai residui indelebili della nostra storia. Nessuno, infatti, si sarebbe mai sognato che quella porta girevole del New York Public Library si sarebbe fermato anche un solo giorno per via di un evento tragico e invisibile. Eppure, eccoci qua a raccontarlo. O meglio, a mostrarcelo è una giornalista del New York Times, che nei giorni scorsi ha immortalato gli ultimi istanti prima della sua chiusura. Jennifer Schuessler parte da una delle aree principali della biblioteca newyorkese, il The Rose Main Reading Room, una stanza di luci e colori che si contrastano a vicenda, restituendo fascino e mistero. Il grigio delle sue fondamenta architettoniche non può nulla contro le gradazioni cromatiche dei libri riposti negli scaffali. Studiando lì, sembra di stare davvero a Hogwarts, con l’aggiunta che il New York Public Library offre tutte le comodità richieste da ogni utente, dalla connessione a Internet alle postazioni informatiche.  «Per molte persone, il loro momento di evasione è la spiaggia o le terme – afferma uno studente alla giornalista, prima di catapultarsi a sfogliare dei testi a poche ore dalla chiusura – Per me è la biblioteca». Non è un caso che The Rose Main Reading Room, oltre a essere uno dei simboli indiscussi dell’intera biblioteca, dove è possibile consultare alcuni dei 18 milioni di libri a disposizione della comunità, sia diventata una meta imperdibile per i turisti provenienti da tutto il mondo.

Ciò che colpisce sono in particolar modo le reazioni di fronte alle disposizioni che porteranno alla sospensione delle attività fino al primo di aprile. Preoccupazione, certo; una reazione piuttosto comune essendo un fatto più unico che raro. Molti però cercano di approfittare degli ultimi istanti per consultare gli ultimi tomi per le proprie ricerche. «Il tempo è essenziale» afferma una professoressa alla reporter che voleva intervistarlo. Neppure gli sforzi della biblioteca di digitalizzare una buona parte del suo patrimonio librario sembrano tranquillizzarla. Non tutto è ovviamente disponibile in digitale (ci vorranno anni), il ché conferisce alla biblioteca un ruolo ancora centrale nella consultazione dei materiali. Il New York Public Library da questo punto di vista è all’avanguardia non solo per la quantità dei libri disponibili al pubblico, ma anche per la reperibilità dei volumi. Questo grazie al book train, una linea che mette a stretto contatto il palazzo Stephen A. Schwarzman con il Milstein Research Stacks, situato nel sottosuolo. 4 milioni di volumi sono lì, archiviati al Bryant Park e pronti per essere consultati in un batter d’occhio. A seconda della specificità e dalla disposizione del libro (che può dilatare il tempo di attesa), nel momento in cui viene applicato sul nastro il testo ci metterà solo 5 minuti per arrivare a destinazione. Questo perché ogni singolo treno è capace di adattarsi al peso del contenuto e ai percorsi, per via della sua struttura flessibile. Il New York Public Library è efficiente, accurato e, soprattutto, democratico. Guarda a ogni singolo cittadino, permettendo di accedere a tutto il suo capitale senza nessuna spesa. Il diritto alla conoscenza non deve avere limiti economici, ne tantomeno geografici. Proprio per questo, la biblioteca ha cercato di estendere la sua offerta a tutta la città, con 92 filiali sparse tra Manhattan, Bronx e Staten Island, all’interno delle quali, oltre alla consultazioni, sono previste attività didattiche su misura per ogni utente. Si può imparare la lingua, conoscere le basi della letteratura, o, semplicemente, prendere parte agli incontri con gli autori. Ora tutto questo si è momentaneamente fermato, ma questa breve pausa può servire in fin dei conti a riconoscere i valori fondamentali della nostra vita. Dopo questo periodo, la risposta sarà ancora più chiara.    

Riccardo Lo Re

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