Il curioso caso della Piccola Farmacia letteraria

A Firenze una libreria dove il libro può essere pensato come terapia. Dall’idea della Piccola Farmacia letteraria Elena Molini ne ha tratto un romanzo.

E se il medico vi prescrivesse un libro? Sarà paradossale, ma una ricetta di questo tipo esiste davvero. Alla Piccola Farmacia letteraria Elena Molini sta cercando di cambiare l’approccio verso la letteratura mettendo al primo posto la condizione emotiva del lettore. Si parla molto di crisi dell’editoria. Le chiusure recenti di alcuni dei luoghi simbolo del settore, da Milano a Torino fino a Roma, mostrano tutti i sintomi di un malessere che tocca nel profondo la cultura italiana. Anche nelle pagine del Premio il tema è stato approfondito utilizzando dati e citando alcune dichiarazioni di chi opera direttamente sul campo, come Presidente dell’Associazione Librai Italiani Paolo Ambrosini. Le soluzioni non sono immediate. La legge, in questo momento in ballo al Senato, può offrire i primi strumenti per sensibilizzare la lettura, puntando alle biblioteche come spazio culturale condiviso, e promovendo delle politiche che abbraccino la fascia più giovane della popolazione.

In attesa che il disegno di legge venga varato, alcune realtà locali si stanno muovendo per (ri)avvicinare il più possibile la gente a queste storie. Che siano i classici intramontabili, i saggi o i nuovi arrivi, tutto questo passa in secondo piano se si segue il metodo “terapeutico” di Elena Molini. In uno spazio di 35 metri quadri, la proprietaria della Piccola Farmacia letteraria ha deciso di mettersi il camice bianco. La sfida, come si è scritto, non è semplice, ma l’idea di Elena, coraggiosa di questi tempi, mette il libro sotto una lente d’ingrandimento diversa da quella usata dalle altre librerie. I consigli non si baseranno sull’autore o sul genere letterario, bensì seguendo lo stato d’animo del cliente. Per ottenere tutto questo, ha preso a prestito il concetto di bugiardino, il foglietto illustrativo contenuto nelle medicine che si prendono in farmacia. La struttura è praticamente la stessa dell’originale. Il contenuto, scritto dalla stessa Molini, è frutto dell’intesa con una psicologa e due psicoterapeute, che offrono degli spunti costruttivi per questi scritti.

Ciò che colpisce è che non vengono inseriti alcuni riferimenti sulla trama, ma delle piccole istruzioni, dalla posologia (le dosi e le modalità d’assunzione del libro) alle informazioni che riguardano certe tematiche affrontate dal testo letterario. Per questo è importante capire non solo i sintomi che affliggono lo stato d’animo del singolo cliente, ma anche quanti libri effettivamente sfoglia durante l’anno. In un’intervista rilasciata a Repubblica, Elena Molini svela il segreto della Piccola Farmacia letteraria, una piccola bottega del sapere che molti vogliono replicare. «Distinguersi» in un mondo in cui con un clic puoi avere lo stesso prodotto in un tempo ridotto, è ciò che molte librerie dovrebbero perseguire. La passione e l’esperienza sono ancora oggi le basi di un rapporto di fiducia che nessun algoritmo è in grado di offrire. «Non tutti i farmaci funzionano, non tutte le terapie fanno guarire», afferma Elena Molini mettendo un po’ le mani avanti. Ma è pur sempre un primo passo, per il singolo e, perché no, per la stessa editoria.

Riccardo Lo Re

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